Vivere in Giappone: guida pratica per l’uso

Prima di tutto, per trasferirsi in Giappone, c’è bisogno del visto. Per ottenerlo, bisogna rivolgersi alle ambasciate giapponesi in Italia che vi indicheranno i documenti necessari e la procedura adatta.
E’ importante che ci sia un residente giapponese che vi faccia da garante. Il modo per ottenere più facilmente il visto, è quello di frequentare una scuola di lingua dove solitamente è un professore a fare da garante. Se invece ci si trasferisce per lavoro, è il datore di lavoro a svolgere il ruolo di garante.
Anche per prendere in affitto un appartamento o per comprare un cellulare giapponese, c’è bisogno di avere un garante. Quindi trasferirsi in Giappone senza avere un contatto diventa veramente difficile. Il visto poi va rinnovato inizialmente ogni sei mesi, poi ogni tre anni.
La vita in Giappone, e più specificatamente a Tokio, è costosa. Per quanto riguarda la ricerca di un appartamento nella capitale, il modo più economico è cercare una camera nelle “guest house” (che non necessitano di garante, come la catena “Sakura House”), o cercare un appartamento nei quartieri meno rinomati (Shimokitazawa, Hachioji, eccetera) piuttosto che quartieri più centrali e quindi molto costosi (Ginza, Roppongi, Shibuya).
Per muoversi a Tokio è consigliata la metropolitana. Il prezzo dei biglietti è molto alto, ma il servizio è efficiente. Un biglietto giornaliero costa 1580 yen (12 euro), mentre il “Japan Rail Pass”, che è un abbonamento settimanale, costa 28300 (217 euro). Poi ci sono gli abbonamenti plurimensili da uno, tre o sei mesi. Il costo di questi ultimi dipende dalle tratte percorse.
Il cibo invece costa poco, così come mangiare fuori. Anche fare la spesa ai “Conbini” (negozi economici aperti 24 ore su 24 che vendono diverse tipologie di articoli che variano dalle riviste ai cibi precotti), permette di risparmiare molto.
Con il visto da studente è permesso lavorare part-time per un numero di ore limitato che non deve essere superato. Il rischio è l’espulsione dal Paese. Infatti uno dei lati negativi del vivere in Giappone è che i controlli sull’immigrazione sono molto rigidi. Quando il vostro visto scade, è vietato dalla legge rimanere all’interno del Paese, dato che si diventa immediatamente immigrati illegali e si viene arrestati e deportati nel paese di origine. Inoltre viene vietato l’ingresso in Giappone.
E’ sempre consigliato portare con sè i documenti e il visto poichè la polizia giapponese effettua moltissimi controlli sull’immigrazione illegale. Mi è capitato personalmente, molte volte, di essere fermato dalla polizia per eventuali controlli.
La sensazione che se ne ricava è quella di sentirsi sempre e comunque stranieri. Anche se si ottiene la residenza i giapponesi continueranno a trattarvi come uno straniero, e spesso si finisce per venire discriminati. Inoltre l’approccio con la lingua, è inizialmente drammatico, soprattutto per quanto riguarda la scrittura. Quindi è consigliato avere anche un minimo di conoscenza linguistica.
Il Giappone però è un paese ricco, tecnologizzato e sicuro, dalla bassa percentuale criminale; si può tranquillamente passeggiare per strada di notte, i servizi sono moderni e raggiungono standard altissimi.

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