Vitamina D e l’osteoporosi

La vitamina D è un termine collettivo per indicare un gruppo di sostanze correlate tra cui il calciferolo e il coleclciferolo. Queste sostanze svolgono vari ruoli che sono essenziali all’organismo.
La vitamina D contribuisce a regolare l’equilibrio del calcio e del fosforo, facilitando l’assorbimento di calcio dall’intestino, ed è essenziale anche alla salute delle ossa e dei denti.
Questa vitamina previene la perdita della matrice tessutale proteica dell’osso.
C’è un’incidenza maggiore di osteoporosi intorno ai 70 anni, ma per ragioni ormonali colpisce più le donne che gli uomini inoltre per motivi sconosciuti è più frequente negli individui di razza bianca, rispetto a quelli razza africana.

L’osteoporosi è asintomatica, e spesso, il segno iniziale è una frattura conseguente a una caduta, che normalmente in un giovane non avrebbe alcuna conseguenza.
Le sedi tipiche di queste fratture sono poco sopra il polso e la testa del femore, ovvero l’osso della coscia.
Un’altro tipo di frattura che si verifica nell’osteoporosi è quella spontanea che colpisce una o più vertebre, che ne determina la compressione con progressiva riduzione della statura o dolore per l’irritazione di un nervo spinale.

Per prevenire tutto questo c’è bisogno di una buona scorta di vitamina D.
La fonte alimentare più ricca di questa vitamina è il latte arricchito.
Altre fonti sono i pesci grassi, come le sardine, le aringhe, il salmone, e il tonno, fegato, latticini e tuorli d’uovo.

La vitamina D si forma anche per azione dei raggi ultravioletti, presenti nella luce solare, su alcune sostanze della pelle.
Ma anche se è una vitamina indispensabile dobbiamo stare attenti agli accessi.
Un’ assunzione eccessiva di vitamina di può cagionare debolezza sete intensa, aumento della diuresi, disturbi gastroenterici e depressione.
Un’eccedenza prolungata di vitamina D altera l’equilibrio del calcio e del fosforo nell’organismo, ciò può formare depositi anomali di calcio nei tessuti molli, nei reni e nelle pareti dei vasi sanguigni.

Quindi una volta accertati di essere affetti da osteoporosi bisogna seguire la cura che ci consiglia il nostro medico specialista, senza eccedere nell’assunzione di alimenti troppo ricchi che anche se danno benefici possono ledere il nostro stato di salute.

In alcuni casi il medico prescrive del calcio sotto forma di compresse.
Anche l’esercizio fisico aiuta a rinforzare le ossa, tuttavia per essere utile a prevenire l’osteoporosi si dovrebbe effettuare almeno una camminata di tre chilometri, alla settimana a passo rapido, oppure un esercizio fisico equivalente.
Il mio approccio a questa malattia risale a un po’ di anni fa’, quando mia nonna allora 90enne, per una semplice caduta si è rotta il femore, e allora ci fu diagnosticata una grossa carenza di vitamina D, ma anche se fu sottoposta alle cure necessarie, data la sua eta’ non riusci a stabilirsi.
Per questo motivo, cerco di seguire un’alimentazione ricca e varia, in modo da scongiurare questo problema.

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