Come vincere l’aracnofobia

La paura è un sentimento che tutti conosciamo bene: gli scienziati e gli psicologi spiegano che è fondamentale per tenerci alla larga dai pericoli, in pratica costituisce un sistema di sicurezza di cui siamo dotati sin dalla nascita. Ma esiste un limite oltre il quale la paura diventa una malattia: al di là di questo confine ci sono ansia e nevrosi.
L’aracnofobia è una paura fortissima ed irrazionale dei ragni; è la paura degli animali maggiormente diffusa e colpisce tutte le fasce d’età manifestandosi, appunto, come irrazionale, ovvero difficile da gestire.
Il soggetto che soffre di aracnofobia, alla vista di un ragno, prova un senso di paura incontrollato e il suo sistema nervoso, in particolare il sistema parasimpatico, deputato al controllo delle reazioni involontarie, si mette in moto, provocando l’aumento dei battiti cardiaci e un maggiore afflusso di sangue ai muscoli. Tra le prime reazioni, ci sono pelle d’oca, sudorazione, forti fitte allo stomaco e a volte nausea. Tale sintomatologia assume aspetti diversi anche in relazione alla gravità dell’aracnofobia, che può assumere vari livelli: il soggetto può provare solo disgusto nei confronti dell’animale, oppure provare una forte repulsione, fino alle forme più gravi, con addirittura orrore che porta ad attacchi di panico, i quali ingenerano nella persona un unico desiderio, che è quello di fuggire dalla condizione che gli provoca quello stato di paura.
Come per tutte le malattie psichiatriche, anche per le fobie c’è una predisposizione genetica; tuttavia, nella maggior parte dei casi sono gli eventi della vita a scatenare disagi latenti che si manifestano sotto forma di fobia verso l’oggetto legato ad un evento traumatico. Alla base dell’aracnofobia, quindi, potrebbe esserci un trauma subito a seguito di un contatto ravvicinato con i ragni, magari in età infantile o adolescenziale, che può manifestarsi anche molti anni dopo.
Riuscire a vincere l’aracnofobia è molto importante, anche perché essa, nella maggior parte dei casi, condiziona la vita sociale della persona, la quale tenderà a non frequentare più parchi, giardini e tutti quei luoghi dove è maggiore la possibilità di trovare degli insetti.
Ma come è possibile superare tale fobia?
In primo luogo, è molto importante la forza di volontà del soggetto, che deve riuscire a rendersi conto della irrazionalità della propria paura cercando di non fuggire di fronte alla situazione che lui riconosce come pericolosa. Spesso, infatti, la paura diventa tanto più irrazionale quanto più il soggetto non riesce ad accettare e a riconoscere la propria fobia. Per questo motivo, accettare le proprie paure è già un importantissimo passo per vincerle, chiedendo poi aiuto anche alla psicoterapia. Infatti, la soluzione consigliata e maggiormente efficace è la terapia cognitiva comportamentale, che consiste nel fatto che il terapeuta pone la persona dinanzi a quello che è l’oggetto della sua paura, usando immagini, filmati e riproduzioni dell’animale, fino a quando il soggetto si rende conto che l’animale non è assolutamente pericoloso per lui.

ara

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