Come usare la Baptisia tinctoria in omeopatia

L’’indaco selvatico (baptisia tinctoria) è un erba perenne appartenente alla famiglia delle Leguminose. Essa contiene piccole quantità di alcaloidi (per esempio la citisina, che è la causa principale della velenosità di alcune leguminose come la ginestra di Spagna) e alcuni eterosidi di isoflavoni, quali l’isobaptigenina e la baptigenina. La pianta può arrivare al metro di altezza: è molto diffusa nei boschi e nei terreni aridi degli Stati Uniti orientali e sud-orientali. La tintura madre si prepara con la parte sotterranea, fresca.
Baptisia fu introdotta per la prima volta in omeopatia nel 1857 e venne utilizzata principalmente nell’America settentrionale come colagogo. Allen indicava dodici fonti patogenetiche: il numero dei sintomi, tuttavia, è molto ridotto, e comprende cefalee con volto caldo, difficoltà a concentrarsi, agitazione, dolore agli occhi, dolore alla gola, patina giallognola sulla lingua, dolori nella regione addominale, con particolare interessamento della zona epatobiliare (il fegato), sensibilità della fossa iliaca e diarrea. Da dire che in passato Baptisia veniva impiegata anche in caso di sindrome infettive di una certa gravità, come, addirittura, la febbre de tifo. Questo utilizzo consentirà a molti autori di precisare segni clinici che permettono di definire Baptisia nella forme più severe. Parliamo, per esempio, di delirio, sensazione che il corpo sia diviso in diverse parti, sdoppiamento della personalità, (il paziente si agita, cercando di ritrovare l’unione), indolenzimento dei muscoli, sensazione che il giaciglio sia troppo duro; e ancora, prostrazione accompagnata da un forte stato confusionale (con il paziente semiaddormentato, indifferente, che risponde alle domande e poi ricade subito nel torpore); infine, le secrezioni (sudore, urine, feci, alito) sono fetide.
Quali sono, dunque, i segni caratteristici? Possiamo annotare indolenzimento e contusione dei muscoli e contusione dei muscoli delle parti del corpo appoggiate al letto, come se esso fosse eccessivamente duro; l’impressione che alcune parti del corpo, quali la testa e le mani, aumentino in maniera sproporzionata di volume; più in generale, testa pesante, in special modo alla base; ancora, una brutta e fastidiosa sensazione di peso sugli occhi, con bulbi doloranti, particolarmente dopo che ci si è mossi; fauci secche, gusto amaro in bocca, impressione di faringe ed esofago costretti; la fossa iliaca destra notevolmente indolenzita; continui risvegli notturni, determinati o comunque accompagnati da senso di costrizione al petto e un forte desiderio di sentire aria fresca in faccia. I peggioramenti sono determinati in maniera pressoché esclusiva dal movimento. L’unica soluzione per il miglioramento, d’altra parte, è il riposo.

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