Come trattare una figlia adolescente dopo il divorzio

Innanzitutto, in caso di divorzio tra i genitori, la cosa migliore è, a mio avviso, quella di dedicare lo stesso tempo alla figlia e non diminuirlo. E’ necessario trovare, per entrambi i genitori, qualcosa da condivivedere che possa tenere ancora acceso il rapporto. La cosa peggiore da fare, per un genitore, è quella di essere “presa troppo” dal problema del divorzio, mettendo in secondo piano i figli. Una cosa da non fare è quella di “dare tutte vinte” alla figlia. A causa dei sensi di colpa dovuti dalla separazione, è sbagliato diventare eccessivamente indulgenti nei confronti della figlia. In altre parole lei dovrebbe capire che sono cambiati i rapporti tra i genitori mentre sono rimasti inalterati quelli tra lei e le figure materne e paterne. Un altro suggerimento che mi sento di dire è quello di non nascondere alla figlia i problemi che hanno portato al divorzio. Un dialogo costante è necessario e, con i dovuti “alleggerimenti”, è meglio secondo me farle capire i motivi dell’allontanamento tra i genitori. Tra i due genitori, quello che dovrebbe stare maggiormente attento, è quello del padre soprattutto nel caso in cui la convivenza della figlia permanga con la figura materna ( ossia l’evento più comune in questi casi ). Per quanto concerne la scuola, reputo opportuno che entrambi i genitori intervengano in questo ambito ( per esempio andando a parlare con i professori o parlando con la figlia di eventuali problemi ). Questo servirebbe alla figlia di sentirsi comunque “appoggiata” da entrambi i genitori seppure questi si siano separati. Elemento fondamentale è cercare di tenere dei buoni rapporti tra i genitori in modo da permettere alla figlia di poter crescere con sufficiente serenità. Un altro suggerimento che mi permetto di dare è quello di evitare di far vedere alla figlia un litigio in atto tra i genitori. Un adolescente rimane psicologicamente molto condizionato da eventi del genere quindi, in caso di discussioni particolarmente “violente”, è necessario farle in privato. Ultimo suggerimento è quello di non far venire alla figlia delle “false illusioni” per esempio facendole crendere in una sorta di riappacificazione quando, al contrario, non esistono le basi affinchè ciò avvenga.
Per quanto riguarda la mia esperienza personale, i miei genitori si sono separati quando io avevo soltanto tredici anni. La separazione è stata durissima ma necessaria ( il rapporto tra mio padre e mia madre era ormai logoro da diversi anni ed era diventato quasi un calvario per entrambi la convivenza ) e, dal punto di vista psicologico, ho risentito molto della situazione. Tutto quello che ho suggerito precedentemente non è stato attuato dai miei genitori ( soprattutto da mio padre ) facendomi crescere con un grande senso di insicurezza e con la consapevolezza di non avere due genitori sui quali appoggiarmi in caso di necessità.

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