Come trattare la celiachia

La celiachia comporta un’intolleranza cronica alla gliadina la componente proteica del glutine, presente nel frumento, nell’orzo, nell’avena, nel kamut ed in altri cereali. Questa proteina causa una risposta immunitaria dell’intestino che non è capace a digerirle e assorbirle. Per cui se una persona affetta da celiachia ingerisce del cibo con il glutine si genera un’infiammazione cronica dell’intestino che ne danneggia i tessuti portando alla scomparsa dei cosiddetti villi intestinali. Quest’ultimi sono importanti anche per l’assorbimento degli altri nutrienti che, se non assimilati, possono causare diverse patologie anche gravi. Per questo motivo se la celiachia non è diagnosticata in tempo può portare a conseguenze irreversibili.
In Italia ci sono circa 380 mila persone che ne soffrono ma alla maggior parte di loro ancora non è stata diagnosticata. Anche perché non esistono sintomi specifici e chi ne soffre lamenta problemi generici, quali diarrea, disturbi gastrointestinali e dolori addominali.
Le cause restano ancora sconosciute anche se la celiachia è una malattia che ha origini lontane ma è stata studiata solo negli ultimi 50 anni. Comunque si parla di fattori genetici e di fattori ambientali che ne determinano la comparsa.
Quindi chi soffre di celiachia non può assumere determinati cibi che contengono il glutine. Ciò ovviamente comporta un cambiamento della dieta che è l’unico modo possibile per curare la celiachia. Infatti non appena il glutine sarà rimosso dalla dieta, le infiammazioni che hanno colpito l’intestino dopo qualche settimana cominceranno a cessare ed i villi ricominceranno a ricrescere. Questo però dipende anche dall’età del paziente e dal grado di danneggiamento dei tessuti intestinali. Per cui nei giovani i villi ricresceranno solo dopo pochi mesi, negli adulti invece si dovrà attendere di più.
Abbiamo visto che gli alimenti da evitare sono quelli che contengono il glutine che è presente nel grano, nel frumento, nella segale, nell’orzo e nell’avena. Per procedere in questa particolare dieta ovviamente occorre un impegno di educazione alimentare visto che verranno a mancare un bel po’ di cibi, quali ad esempio gli alimenti confezionati, la pasta, il pane, la pizza, le torte anche se oramai in commercio esistono dei prodotti specifici per celiaci, contassegnati nella confezione con una spiga sbarrata, che gli consentono di seguire una dieta bilanciata. Questi possono essere acquistati gratuitamente dietro presentazione di documentazione da parte della propria ASL. Bisogna però stare attenti anche quando si pranza fuori, al bar o al ristorante, in quanto il glutine spesso può essere nascosto anche in altri cibi che all’apparenza non dovrebbero contenerlo. Questo dipende spesso anche dai processi di lavorazione con i quali questi sono stati ottenuti. Spesso infatti può avvenire una contaminazione crociata di glutine. Adesso però parecchi ristoranti nei loro menù specificano quali siano i piatti senza glutine ed anche nei supermercati è facile trovare i prodotti “gluten free”. Infine l’Associazione Italiana Celiachia ha redatto una guida (Prontuario AIC degli alimenti) che viene aggiornata tutti gli anni, nella quale sono riportati gli alimenti sicuri e quelli che andrebbero evitati. La trovate sul sito www.celiachia.it.

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