Cause e trattamenti dell’insonnia

A tutti noi è capitato di trascorrere almeno una notte della nostra vita rigirandoci per ore nel nostro letto, incapaci di abbandonarci ad un buon sonno ristoratore. E chi di noi non si è mai svegliato alle ore più disparate, per un minimo rumore o senza alcun motivo apparente?
Questi comuni disturbi del sonno, generalmente definiti “insonnia”, anche se molto diffusi (alcune ricerche fanno oscillare il numero di italiani che passano le notti in bianco dai 12 ai 15 milioni), quando diventano cronici possono rivelarsi davvero dannosi per la nostra salute.
Insomma, dormire bene non solo ci rende più attivi e di buon umore, ma ci aiuta anche a regolare il nostro equilibrio fisico, la nostra capacità di adattamento all’ambiente esterno nonché importanti funzioni biologiche e neurologiche.
Ma allora, perché ci capita di non riuscire ad espletare una così importante (e spesso desiderata) funzione corporea? In realtà non esiste una risposta univoca, in quanto l’insonnia è causata da un’ampia gamma di motivazioni: ad esempio, una semplice ansia da stress, magari causata da una giornata particolarmente dura o dal pensiero fisso di un evento imminente (ad esempio un esame o un viaggio), può arrivare a tenerci svegli per molte notti di seguito, finché le motivazioni che la causano non vengono meno; disturbi esterni (la famosa goccia notturna che picchietta sul lavandino) possono interferire con un corretto riposo, ma a causare quella che viene definita “insonnia primaria”, leggera e temporanea, sono soprattutto fattori psicologici che variano da persona a persona, facilmente correggibili una volta individuati: chi è abituato ad addormentarsi in una stanza completamente buia difficilmente riuscirà a prendere sonno se vi è una luce che fa capolino da una fessura nella porta; chi si concilia il sonno con la televisione non riuscirà a dormire se questa è spenta; e così via.
Altri semplici rimedi contro l’insonnia primaria sono il consumo alimenti leggeri a cena, tisane rilassanti, bagni caldi, un letto fresco, pulito e confortevole, ma non solo: la parola d’ordine è rilassarsi, ed ognuno di noi può (e deve) farlo nel modo che preferisce. Infatti, l’atto di addormentarsi determina un crollo delle nostre difese esterne, e ciò implica che se non siamo completamente rilassati non avremo mai un buon riposo né in termini di ore né di qualità del sonno. Anche il solo fare pensieri positivi e programmi per il giorno dopo, o prendere un bel respiro e distendere i muscoli tesi sotto le coperte può esserci d’aiuto, e di certo contribuisce a non ritrovarci, la mattina dopo, bloccati nel letto doloranti e ancora più ansiosi di prima.
Più difficile da trattare è la cosiddetta “insonnia secondaria”, dovuta a veri e propri traumi psicologici o malattie organiche: la perdita di una persona cara, o un virus che ci fa provare dolore; anche in questi casi il disturbo è passeggero, ma se si prolunga per più settimane di seguito non bisogna avere paura di ricorrere ai consigli di un medico, per evitare che questo disagio temporaneo si evolva in una più grave insonnia perenne.

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