Come trasformare un garage in una stanza abitabile

Quando si ha a disposizione un garage di media grandezza, e abbiamo già un ricovero per l’auto, ad esempio un box, può essere utile ricavare da questo una stanza ulteriore, da adibire a stanza degli ospiti, o a laboratorio da lavoro.
E’ possibile che lo stesso sia riconosciuto come annesso al corpo della casa, e secondo tutte le norme vigenti, civile abitazione, attraverso la richiesta di un cambio di destinazione d’uso. Questa va fatta se ci sono i parametri necessari, facendo riferimento al D.P.R. 380/2001, e attraverso una DIA, la Dichiarazione di Inizio Lavori.
I parametri necessari affinché una stanza sia ritenuta abitabile sono l’altezza, la luce, e una buona areazione naturale. Non ultima, infine, è la salubrità dell’ambiente, che il più delle volte si ottiene eliminando l’umidità ed eventualmente la muffa presente nella stanza.
Per rispettare tutti i parametri principali, bisogna verificare però il regolamento edilizio e di igiene del comune in cui è situato l’immobile. Ci si può rivolgere sia all’ufficio del catasto situato presso il Municipio, oppure ad un tecnico professionista, di solito un geometra.
In genere l’altezza minima dell’abitabilità è intorno ai 2,30 metri, rispetto a qualche tempo fa, quando le la misura richiesta era di metri 2,70.
Quando si fa riferimento ad un garage, inoltre, si parla di una struttura che abbia solo una minima parte interrata o semi interrata, altrimenti non risulterebbe abitabile. Occorre in questo caso richiedere l’elaborazione di un progetto tecnico al geometra, e il costo varia a seconda del professionista che lo esegue. Di seguito, una volta ottenuta la possibilità di trasformazione del garage in civile abitazione, ci sono delle quote da pagare in proporzione ai metri quadri che subiscono tale variazione, e che rientreranno nella cubatura effettiva dell’abitazione. Queste però sono di pertinenza del comune in cui è situato l’immobile.
Il caso è diverso invece se la struttura si trova in una zona definita “rurale”, solitamente posta in terreno al di fuori del centro abitato. Si tratta di luoghi non residenziali, in aperta campagna, e in cui è possibile costruire edifici definiti appunto “rurali” perché destinati a casali che abbiano una destinazione d’uso privato e non commerciale alla quale è connessa la lavorazione agricola e/o di bestiame. Questo è il caso, ad esempio di un Bed & Breakfast, oppure di una famiglia che vive dell’allevamento o della produzione di prodotti agricoli. In tale situazione il problema si pone direttamente in fase di progetto, quando la zona che presumibilmente potrebbe essere adibita a garage viene indicata, ad esempio, come “lavatoio” oppure “magazzino”. In questo caso, se il progetto iniziale del geometra ha ricevuto il visto dal comune e il locale è abitabile a tutti gli effetti, non necessita di altre misure per trasformarlo. La sua trasformazione sarà solo di tipo pratico, ripulendo la stanza e arredandola secondo la destinazione che vorremo darle. Bisogna però verificare la categoria catastale di appartenenza del fabbricato e che la destinazione d’uso dell’immobile sia effettivamente quella rurale, per non rischiare di avere problemi con il Comune di appartenenza.

3 comments

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  1. raffaela

    ho un garage abbastanza grande interrato ma alto metri 2.70 e con diverse bocche di lupo per l’aereazione e la luce inoltre ho una grossa vetrata di 5 metri lineari e metri 2.60 di altezza vorrei sapere se è possibile trasformarlo con un cambio d’uso e farlo diventare un rustico.

  2. Ernesto

    Vorrei comprare un bilocale di nuova costruzione che verrà accatastato A10 ad uso ufficio. E’ possibile successivamente chiedere un cambio di destinazione d’uso declassandolo in A3 per abitazione. Grazie.

  3. vincenzo

    Vorrei trasformare un magazzino di 60 mq su due piani altezza pt mt2.30 1p mt. 2.70 in sala relax .e possibile.e accatastato come c2 grazie

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