Come tirare un pugno: guida pratica

Nei film vediamo sempre tanti combattimenti corpo a corpo, dove i litiganti si tirano pugni fenomenali, spesso al di fuori del normale, che paiono quasi avere dell’incredibile sia per i movimenti che vengono fatti per portarli a segno e sia, non meno, per gli effetti che hanno sull’avversario.
E’ per questo utile ricordare che la finzione filmica ha una dinamica diversa dei corpi e che nella vita reale raramente le scazzottate sono simili, così come le conseguenze: un pugno, in alcune drammatiche occasioni, può anche provocare la morte o danni assai importanti, ragion per cui vedere un malcapitato subire una gragnola di destri al volto come se nulla fosse, rappresenta appunto semplicemente una scena cinematografica e nulla più.
Ragion per cui, quindi, inutile sottolineare come ricorrere alle maniere forti è sempre da evitare, ma non sempre è possibile farlo, si pensi ai casi di aggressione, così come esiste anche una dimensione sportiva, nella quale il combattimento rappresenta il fulcro della disciplina.
Qualsiasi sia la necessità che vi troviate ad affrontare, fondamentale  è avere una tecnica corretta che permetta di sfruttare al meglio e al massimo le capacità che abbiamo e che ci permettano di avere i risultati migliori.
Vediamo allora come comportarsi perchè il nostro pugno faccia effetto e, soprattutto, per non farci male.

 

Come si tira un pugno

1) La posizione

La posizione del corpo rispetto all’avversario è fondamentale: dare un pugno, restando praticamente frontali all’avversario non è la stessa cosa che darglielo mentre si sta in semi laterale o in totalmente laterale. Vediamo perché.
Dare un pugno in frontale, dona come vantaggio la velocità: il pugno arriva subito. Dare un pugno in laterale totalmente regala la massima potenza, perché il pugno acquista forza per l’inerzia del corpo che lo spinge: più sarà lontano dall’obiettivo più sarà forte, ma come è ovvio, sarà più lento.
La posizione ideale quindi, del corpo è quella semi laterale. Fare un calcolo o indicare un’angolazione precisa sarebbe comunque inutile oltreché pretenzioso.
L’importante è che abbiate una buona visuale della testa, che trovandovi quindi in semi laterale, sarà leggermente ruotata verso destra o sinistra, a seconda di dove è l’avversario. Tenete le gambe larghe e anche i piedi leggermente larghi, basta che abbiate appoggio stabile. Se vi spingete, ma avete comunque un appoggio non preciso, non avrete forza né equilibrio e il vostro tentativo potrebbe risolversi in maniera alquanto buffo. Tenete sempre una gamba leggermente avanzata e colpite in funzione di questa, come leggerete più avanti.

2) La posizione della mano

Spesso viene detto che non è importante come viene messa la mano. Non è vero questo, e, anzi, il modo in cui la mano viene sistemata è molto importante perché permette di non farsi male alle dita e di raggiungere con maggior efficacia l’obiettivo. Non tenete il pollice all’interno del pugno, come si dice talvolta. Se il colpo è violento, potreste farvi davvero male.
Meglio tenerlo raccolto all’esterno della mano. Mentre le dita devono comporre una parte molto omogenea, sulle nocche. Insomma, create un piatto uniforme, con mignolo, indice, medio e anulare.

3) Il corpo e i movimenti

Quando sferrate il colpo, dovrete decidere quale mano usare. Se usate la mano corrispondente alla gamba che avete avanzata, dovrete fare forza su questa, senza sbilanciarvi: non superatela mani troppo, perché se perdete l’equilibrio non riuscirete a fare niente.
Se, invece, usate la mano opposta ricordate di effettuare una leggera rotazione sui talloni per poter essere più efficaci e avere più forza dato lo slancio. Non c’è preferenza, tutto dipende da come sentite più vostro il colpo.
Altra cosa importante è la direzione: non mirate mai in basso dall’alto. Colpite dritto in fronte a voi e sopratutto mai con le articolazioni, ma con le nocche, per non farvi male inutilmente.

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