Come tenere un sassofono

Il sassofono è uno strumento dei più popolari a fiato, grandiosamente rappresentato nel blues en el jazz grazie al suo ampio registro e alla sua tonalità estesa. Il sax più piccolo è il soprano, perfetto per i principianti (suonarlo richiede meno aria e le sue dimensioni ne facilitano il mantenimento), seguito da quello alto, tenore, baritono, basso e contrabbasso. Il sassofono è un’opera d’arte, fabbricato da artigiani qualificati e richiede una cura idonea: andrebbe fatto revisare almeno una volta all’anno per tenerlo sempre in ottime condizioni. Una revisione parziale comprende lo smotaggio dello strumento, la pulizia e sterilizzazione del fusto e delle chiavi, la sgrassatura interna dei tubi, la sostituzione dei cuscinetti, sugheri e molle, regolazione dell’altezza delle chiavi perché le note producano un timbro omogeneo, oliatura, regolazione meccanica e collaudo finale.
Se si è alle prime armi con il sassofono, è raccomandabile usarlo la prima volta sotto la guida e supervisione di un professore per evitare cadute fortuite e danni ai meccanismi. Ogni volta che si finisce di praticare, va passato all’interno del tubo un panno morbido e pulito, facendo attenzione a non custodirlo nell’astuccio o l’umidità accelererà il deterioramento delle molle e l’accumulo di sporcizia intaccherà l’affinazione e la facilità di emissione. L’umidità stessa è causa di corrosione delle parti in argento o nichel ed arruginisce i componenti fatti d’acciao; e quando evapora dalle parti in legno, in quest’ultimo si creano fessure e screpolature. Pure la traspirazione è nociva per i metalli: per esempio, il sudore delle mani contiene acidi butirrici, lattici e idroclorici fatali per i materiali di cui è fatto il sassofono, tanto che sono capaci di creare buchi sotto la constante pressione delle dita. In questi casi, si può ricorrere a brandelli di stoffa o pelle da applicare su quei punti per creare uno scudo protettivo. Anche la saliva è acida: contiene acido carbonico che affetta le saldature leggere e sali chimici abrasivi. Qualunque strumento a fiato deve essere sottoposto a pulizie periodiche se non si desidera scoprire al loro interno notevoli quantità di sostanze organiche accumulate negli angoli e nelle curvature che, all’accumularsi, genereranno note aspre o piatte, esercitando dunque effetti negativi anche sul suono vero e proprio. I fori si chiudono rapidamente, ostruiti dall’unto e dalla sporcizia, per cui anche le dita devono essere perfettamente pulite al momento di esibirsi.
Per la pulizia esteriore saranno sufficienti dei pennelli, senza liquidi che danneggerebbero i filtri o i tamponi. In primo luogo, una buona manutenzione di questo straordinario strumento prevede proteggerlo contro l’esposizione diretta del sole ed il contatto permanente con l’umidità. Deve essere tenuto lontano anche da fonti di calore come caminetti o condizionatori d’aria.
Per la pulizia del sassofono serviranno: acqua dolce tiepida, sapone neutro, garze asciutte, una cordicella e uno scovolino. Per la lucidatura saranno utili: polish o miscela di acqua-gesso ed un panno di flanella. Per gli strumenti dorati useremo un lucidante di quelli dei gioiellieri ed un panno morbido.

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>