Come superare l’ansia in aula

Nausea, problemi intestinali, dolori allo stomaco, ipersudorazione, palpitazioni, sono alcuni dei sintomi psicosomatici a cui possono andare incontro gli studenti. Qualsiasi sia l’età, bambini o giovani universitari, l’ansia da aula è un disturbo abbastanza diffuso che, oltre ad essere assai fastidioso, finisce per condizionare anche il rendimento scolastico…. perchè se un po’ d’ansia è persino positiva e in grado di stimolare la concentrazione, troppa fa andare in tilt.
L’ansia da scuola è quindi un problema, talvolta serio, che può persino portare all’abbandono degli studi. Inutile dire che il fenomeno raggiunge picchi decisamente elevati quando si deve affrontare una prova importante, come un esame. Gli specialisti la definiscono “ansia da prestazione” e le sue cause sono molteplici. Recenti studi condotti sull’argomento rivelano che le più importanti sono: traumi (di varia natura, da un lutto a una malattia), emulazione di modelli famigliari (un bambino cresciuto con una madre ansiosa facilmente sviluppa lo stesso disturbo), eccessiva timidezza…
Ma come porre rimedio a tale disagio? Anche se l’attuale medicina tende a proporre farmaci antidepressivi o ansiolitici anche ai bambini, sarebbe preferibile iniziare queste tipologie di trattameto in età adulta e solo quando sia strettamente necessario. L’aiuto migliore è offerto da uno specialista, nello specifico dallo psicologo, capace d’intervenire modificando le distorsioni cognitive che fanno ingigantire le percezioni negative di luoghi e situazioni. La terapia più efficace pare essere quella cognitivo-comportamentale che propone tecniche per il rafforzamento delle proprie capacità cognitive ed emozionali, al fine di superare brillantemente le situazioni di stress. Per i più piccoli, l’aiuto dei genitori, come anche degli insegnanti,è fondamentale. Innanzittutto è importante non sottostimare il problema. Dire “è solo un po’ d’ansia”, oltre ad essere del tutto improduttivo e sminuire un disturbo che a tutti gli effetti crea disagi molto intensi, rischia di compromettere anche la qualità della vita futura del soggetto. E’ quindi fondamentale aiutare il bambino cercando di offrirgli un ambiente sereno e stimolando la crescita della sua autostima. Mai e poi mai colpevolizzarlo per gli effetti che l’ansia provoca sul suo rendimento, ma nemmeno affrontare il problema con una manifesta eccessiva preoccupazione; non farlo sentire malato, nè diverso dagli altri, ma tentare di infondergli sicurezza e un senso di stabilità. Inoltre, ricordiamo che l’attività fisica è un ottimo supporto per attenuare l’ansia. Per gli studenti più grandi, senza togliere che anche i bambini siano i grado di adottare tali tecniche. si consigliano esercizi di respirazione, meditazione, training autogeno. Infine, l’elemento fondamentale è la consapevolezza del problema: prima lo si individua e prima lo si affronta, e la tempestività è importante per velocizzare il processo di guarigione.

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