Stretching, come farlo in maniera corretta

Il termine “stretching” è di origine inglese ed indica, nell’ambito sportivo, una serie di esercizi fisici volti, nella maggior parte dei casi, al completamento di una qualsiasi attività fisica (in genere va fatto prima di una qualsivoglia attività sportiva), anche se negli ultimi anni è stato praticato molto spesso come un’attività a sé. Il modo migliore per fare stretching è in generale quello di eseguire degli allungamenti in maniera rilassata, evitando così qualsiasi dolore, e prolungando l’esercizio prescelto, anche se in genere si accostano più esercizi insieme, dai 30 secondi in su. Spesso però capita che, situazione che riguarda soprattutto i principianti, si effettui lo stretching in maniera del tutto errata, compiendo allungamenti troppo protratti nel tempo e qualche volta dolorosi, identificando ciò con una corretta esecuzione. Si inizia così dal collo, piegandolo delicatamente verso destra, per circa 30 secondi, e poi verso sinistra, per altri 30 secondi. Mettersi poi in posizione supina, tenere a contatto le piante dei piedi e poi flettere le gambe in direzioni opposte per circa 1 minuto. Ancora supini, mettere le mani dietro la nuca, senza fare pressione sul collo, e piegare le gambe, inspirando e espirando, facendo aderire la schiena al pavimento durante la seconda fase. E’ consigliabile ripetere questo esercizio per 15 volte, ma qualora si dovesse avvertire dolore allora, come per ogni esercizio, meglio fermarsi prima. Nella stessa posizione poi distendere le braccia verso l’alto, allungandosi e facendo ben aderire la schiena al suolo. Ripetere il tutto per 10 volte. Sempre con la schiena contro il pavimento, contrarre la gamba verso il petto, tenendo l’altra ben distesa, restare in questa posizione per 30 secondi e poi passare all’altra. Seduti, distendiamo una gamba, tenendo l’altra piegata con la suoal verso l’anca dell’altra gamba, piegarsi in avanti, distendendo anche le braccia verso l’arto in tensione, e restare in questa posizione per 30 secondi, passando poi all’altra gamba. Questi non sono ovviamente tutti gli esercizi esistenti al mondo per lo stretching, bensì soltanto una minima parte, ma per prepararsi ad una qualsiasi attività non occorre metterli in pratica tutti (a meno che, come già detto prima, non si intenda praticare questo sport come a sè e non come completamento o preparazione per un altra attività). Il maggior vantaggio di questa pratica inoltre, oltre ovviamente agli effetti sul proprio corpo in vista di un sforzo maggiore, è che non occorre affatto essere dei professionisti. L’importante è seguire una buona guida, i cui passi vanno seguiti attentamente, senza dunque nessuna personalizzazione, e non tentare di andare oltre i propri limiti. Ovviamente con il passare del tempo il proprio corpo riuscirà a flettersi in maniera decisamente maggiore rispetto all’inizio (se così non fosse gli esercizi quasi certamente sono stati effettuati in maniera erronea), ma fino ad allora sarà sempre meglio procedere a piccoli, lenti ed accurati passi.

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