Come stimolare l’appetito dei bambini

Una delle preoccupazioni maggiori per i genitori, quando i bambini sono nel pieno della crescita, è l’inappetenza dei propri figli. Una sana attenzione all’alimentazione dei più piccoli è importante, ma non bisogna vivere con ansia e paranoia il momento del cibo. Il dubbio più importante è stabilire se il bambino è realmente inappetente o semplicemente mangia poco per costituzione. In molti casi è la preoccupazione nel non vedere finito il piatto di pastina o il fruttato a far credere ad una mamma che il proprio piccolo sia inappetente o malato e necessiti di cure e vitamine. L’appetito è legato allo stato di salute, ma allo stesso tempo un bambino può non mangiare, anche perchè non gli piace ciò che ha davanti. Solo il medico può fare delle diagnosi e valutare se ricorrere o meno ad integratori e vitamine quando c’è una reale carenza o un peso sotto la norma. Personalmente consiglio alle mamme troppo apprensive di cambiare atteggiamento. L’ansia e lo stress si riversano sul bambino che non vive bene il momento di mettersi a tavola e mangiare. Un valido aiuto per stimolare la fame è quello di utilizzare la pappa reale, facilmente reperibile in farmacia ed erboristeria. Spesso i bambini sono solo pigri e si stancano nel mangiare sempre le stesse cose. Bisogna essere pazienti e variare nei piatti, qualcosa di semplice, nutriente ed allegro avrà la meglio su un qualcosa di pesante, elaborato e ripetitivo. I bambini non vanno assecondati in tutto e per tutto, ma se sviluppano delle preferenze è meglio seguirle. Un valido aiuto per stimolare la fame viene dallo sport. I bambini che fanno fin da piccoli, nuoto, danza o calcetto sono più motivati a mangiare. Molto importante per i più piccoli è poi l’imitazione. Può sembrare scontato ma i piccoli imitano i grandi, è in questo modo che imparano molte cose. Un bambino che vede il pranzo o la cena come un momento per stare insieme in allegria e serenità è diverso da un bambino costretto dalla madre a mangiare prima e da solo. I bambini vanno premiati quando si comportano bene e mangiano in modo sano, un gioco sul tavolo, purchè non lo distragga troppo, può essere un aiuto. Bisogna stabilire un giusto e sano equilibrio, tra i principi nutritivi da assimilare e la quantità di cibo che un bambino vuole mangiare. Lo svantaggio maggiore nello stimolare l’appetito dei più piccoli è che spesso il tentativo di invogliarli a mangiare può stressarli ulteriormente. I bambini vanno coinvolti, quando sono già abbastanza grandi, possono aiutare la mamma ad apparecchiare, preparare la cena può diventare un vero e proprio gioco. Bisogna essere pazienti e non avere fretta, ogni giorno è un piccolo passo verso un’alimentazione equilibrata. I vantaggi di un’educazione alimentare, che stimoli in modo sano l’appetito, farà dei bambini di oggi gli adulti di domani. E’ importante essere consapevoli di quando un bambino ha bisogno dei suoi tempi per imparare a mangiare, un genitore deve accompagnarlo nella sua crescita senza forzare gli equilibri creati.

3 comments

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  1. Claudio

    Si parla bene o quando si ha bambini sani che crescono bene, o quando i bambini non li si hanno, o ancora quando non sono bambini nostri. Quando invece si ha un bambino che non cresce in peso, che rifiuta tutto ecceziopn fatta per il latte,e che basta una stupida diarrea per mettere in crisi, allora forse si farebbe l’impossibile per rimediare e se sei un genitore coscente qualcosa cercherai di fare. Quindi equilibri educazione etdc etc ok, ma se al fin della fiera provando tutto non risiolvi nulla, per forsa sarai ansioso e cercherai dei rimedi dove altri dicono “di stare tranquilli”. Nell’articolo avrei per conto mio cercato di dire come poter fare nei casi come quello descritto da me, invece che state calmi…educazione…ansia e stress.

  2. Stefania

    Concordo pienamente con Claudio: siamo nelle stesse condizioni con il maggiore dei ns 3 figli…non sappiamo veramente più che fare…noi non siamo certo genitori apprensivi ma qualche regola ci vuole…cerchiamo di condividere la tavola in modo coinvolgente, li stimoliamo a preparare, apparecchiare, chiacchierare, assaggiare, annusare i cibi…ma questa inappetenza nel bambino più grande (5 anni e mezzo) non si sblocca. Alla materna non mangia quasi nulla a pranzo e naturalmente è indietro con la crescita…Secondo me a questo punto ci vuole il parere di uno psicologo, non per indagare chissà quali problemi, ma almeno per correggere e scardinare quel meccanismo distorto che lo allontana da un approccio più positivo verso il cibo…mandateci qualche consiglio più mirato x cortesia!!! Grazie!

  3. marianna

    Concordo in tutto però come dice tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare il mio bimbo ha 12 mesi è lungo 75 cm per 9.3kg, il 16 aprile pesava 9.8 kg in quasi un mese e mezzo invece di mettere peso lo ha tolto, il pediatra dice che stà benissimo che deve mangaire quello ke vuole praticamente niente, non prende latte ma yogurt la mattina a pranzo e cene a stento mezzo piatto di pappa mangia e io non gli preparo più pappine ma tuttp fresco a partire dai legumi per finire alla carne niente omogeneizzati o cremine ma mangia pochissimo è bello dire lasciatelo mangiare quello che vuole oppure sono i dentini ma se mangia mezzo piattino di pappa ovvio che ti viene l’ansia….che fare non sò…aspettiamo e vediamo….Ciao a tutti

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