Come smettere di mangiarsi le unghie

Quello dell’’onicofagia, cioè il brutto vizio di mangiarsi le unghie, in realtà non è solo un vizio ma una vera e propria malattia. Se ne sentono tante, su questa abitudine che spinge i malcapitati a lasciare sulla falange un pezzetto minimo di unghia, esponendo la pelle a batteri, sporcizia e sensibilizzando una parte del proprio corpo che, di natura, sarebbe protetta da uno schermo di cheratina. Oltre a mettere in moto una sorta di meccanismo della “coazione a ripetere”.
Ci sono persone che le tentano tutte: dall’’applicazione dello smalto a quella di gel trasparente tossico e dal sapore amaro che impedisca di mordicchiarsi le unghie. In alcuni casi questa procedura funziona, soprattutto per le donne che hanno scoperto l’applicazione di tip e gel colorati, e possono mostrare le unghie belle e curate anche come un vezzo. Per gli uomini, invece, è più difficile, perché oltre al gel trasparente o ad uno smalto leggerissimo, quasi impalpabile, non esiste una soluzione altrettanto visibile che impedisca loro di aggredire l’unghia in un momento di nervosismo oppure di ansia.
In realtà la radice del problema, e, credo, il modo per affrontarlo, sta tutta lì. Si tratta di un atteggiamento che spesso non riusciamo a controllare, che nasce spontaneo quando siamo immersi in una discussione oppure quando stiamo leggendo. Si tratta, in qualche modo, e quasi sempre inconsapevolmente, di richiamare su di noi la nostra stessa attenzione oppure quella di qualcun altro. E l’onicofagia, sintomo dei nostri stati emotivi più nascosti, diventa quasi un tic, il bersaglio del nostro cannibalismo quando non siamo completamente soddisfatti di qualcosa.
Una terapia cognitivo comportamentale potrebbe aiutare a rimuovere del tutto il problema, non partendo dalla ricostruzione e dallo smalto, che è l’effetto finale, ma agendo sulle cause che scatenano il nostro approccio aggressivo nei confronti delle unghie. Spesso chi soffre di onicofagia è una persona particolarmente ansiosa, che ha solo bisogno di esteriorizzare un bisogno oppure un malessere nascosto, e che si cela dietro questo atteggiamento per manifestare il proprio desiderio di essere ascoltato.
A soluzioni di questo tipo, si possono associare altre cose, come l’utilizzo di olio di germe di grano per rendere morbide unghie e cuticole, integratori e vitamine da ingerire per rendere le unghie più forti, oppure anche trattamenti di aromaterapia. Questi ultimi sono a base di oli essenziali che aiutino a rilassare contrastando gli stati emotivi ansiosi: i più efficaci sono la lavanda, il mandarino, l’arancio e il basilico.
L’aromaterapia aiuta anche nei casi di insonnia e di dermatiti, ed emotivamente allontana il soggetto dal suo chiodo fisso, che è quello di andare alla ricerca di uno sfogo, in modo ossessivo, per placare la propria ansia.
L’aspetto che coinvolge i “mangiatori” di unghie non è solo quello strettamente psicologico o estetico, ma anche quello dell’igiene della bocca. Il trasferimento di germi e batteri dall’ambiente circostante al cavo orale è un fenomeno da non sottovalutare, soprattutto perché chi soffre di onicofagia può anche mangiare le famose “pellicine” o anche avere una deformazione del palato, con i denti storti, a causa del continuo succhiare.
Nei casi più gravi, in cui l’approccio terapeutico non dà risultati o non è sufficiente, si può ricorrere, per un periodo, anche alla somministrazione di farmaci.

mangiare unghie

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