Come smaltire le pile

A fronte della sempre crescente produzione di rifiuti solidi urbani, in molte realtà italiane sono state introdotte delle normative volte all’incentivazione della raccolta differenziata, allo scopo di diminuire la quantità di rifiuti conferiti in discarica e di aumentare la quantità di materiale riciclato e riutilizzato all’interno dei cicli produttivi. Lo smaltimento di molti materiali quali carta, vetro, alluminio, plastica e materia organica non presenta di solito particolari problemi dal momento che è facile reperire tutte le informazioni necessarie e di norma nelle città sono presenti numerosissimi punti di raccolta. Diverso è il caso delle pile esauste, per le quali molte persone non conoscono ancora le giuste metodologie di smaltimento.
Innanzitutto, perché smaltire separatamente le pile esaurite? Il motivo risiede nel fatto che questi prodotti contengono al loro interno metalli pesanti potenzialmente nocivi alla salute quali nichel, cadmio, piombo, mercurio. Questo fa sì che le pile siano tra i rifiuti più nocivi e pericolosi, che vanno trattati opportunamente e conferiti in discariche che possano gestirne correttamente lo stoccaggio. Se infatti la discarica non è opportunamente isolata e impermeabilizzata, i liquidi contenenti metalli pesanti che colano dalle batterie esauste possono contaminare il suolo e attraverso esso giungere alle falde acquifere, da cui possono poi entrare nella catena alimentare e produrre gravi danni alla salute di animali ed esseri umani. Dal riciclo delle pile, inoltre, è possibile ricavare importanti elementi chimici, quali argento e mercurio, riutilizzabili per la produzione di nuove batterie.
Nonostante il riciclo di questi prodotti sia così importante, gli appositi contenitori spesso scarseggiano e la gente non è opportunamente informata sulla loro ubicazione. Ad esempio, forse non tutti sanno che in molti negozi (quali grandi magazzini, supermercati, negozio di elettrodomestici e di fotografia, catene di negozi per il fai da te) sono presenti gli appositi raccoglitori. Per una questione di comodità, è consigliabile raccogliere separatamente le pile esauste (comprese quelle ricaricabili ma alla fine del loro ciclo di vita) e porle in un sacchetto di plastica; meglio evitare invece i contenitori in carta dal momento che eventuali liquidi di spurgo potrebbero colare fuori dal sacchetto e macchiare le superfici. Una volta che avrete raccolto una buona quantità di pile potrete smaltirle presso i punti di raccolta in strada o nei negozi dotati degli appositi contenitori. In alternativa, è possibile conferirle direttamente preso l’azienda che gestisce la raccolta differenziata nel luogo di residenza, eventualmente previo accordo telefonico.
Un discorso diverso vale invece per le batterie delle automobili, le quali non vanno assolutamente poste nei contenitori per la raccolta di pile esauste (nè tanto meno abbandonate a bordo strada), bensì vanno consegnate presso le officine di meccanici o elettrauto oppure direttamente presso gli ecocentri idonei al loro stoccaggio.

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