Come si utilizza Google Alert

Tenersi sempre aggiornati, in una società governata dalle connessioni telematiche, è praticamente un dovere. Nonostante la rete, con la sua democratica orizzontalità, proponga un approccio complesso e multiforme agli eventi e nonostante i cittadini possano scegliere di chi fidarsi per l’aggiornamento quotidiano, è vero anche che nessuno ama il disordine. Tante informazioni sì, ma anche ben ordinate. La necessità di aggiornamento continuo e l’’esigenza di ordine sono i primi due motivi che spingono un internauta famelico di informazioni ad affidarsi ad uno strumento gratuito come Google Alert. In sostanza, questo tool messo a disposizione dal più comune tra i motori di ricerca, consente di ricevere sul proprio indirizzo e-mail delle informazioni personalizzate. Come? Scegliendo delle parole chiave e la periodicità con cui si decide di ricevere l’’aggiornamento. Per esempio se un utente, per lavoro, deve essere sempre in prima linea sulle novità in materia di fisco e previdenza, potrà usare queste due parole chiave – “fisco” e “previdenza” – per impostare due google alert a cadenza giornaliera. A questo punto, giornalmente, si riceverà un’e-mail che raggruppa tutti i titoli relativi a fisco e previdenza. Necessità di aggiornamento, esigenza di ordine ma anche completezza della ricerca e un pizzico di pigrizia. Ecco altri due buoni motivi per usare Google Alert. Perché pigrizia? Perché in fondo l’Alert si sostituisce a noi nella banale operazione di ricerca su Google per parole chiave. Il risultato è l’elenco delle notizie più attinenti e recenti. Non basta. I link funzionano quindi si tratta di un prodotto anche efficiente e tempestivo. È chiaro che possono esserci dei piccoli intoppi ogni tanto, ma si possono ovviare aumentando la frequenza degli invii. Il sesto motivo per cui vale la pena usare Google Alert è la possibilità di personalizzare il servizio, che nel mare magnum della rete, non è da sottovalutare. Numero sette: gli Alert rovistano non solo nei portali di informazione più comuni ma in tutti i siti più indicizzati e affidabili, senza trascurare i blog, i quali spesso riportano notizie anche straniere e ben tradotte. Il servizio si può implementare e interrompere in qualsiasi momento, esercitando il diritto di recesso in maniera semplice e intuitiva oppure ampliando le proprie capacità di conoscenza. Infine la sintesi. i Google Alert infatti non propongono uno sterile elenco di link ma aggiungono la description. Qualora il produttore di contenuti abbia personalizzato il documento, la descrizione sarà attinente e appetitosa, in caso contrario la descrizione del link includerà le prime righe del testo richiesto. Elenchiamo, per concludere i 10 buoni motivi per usare i Google Alert: necessità di aggiornamento, informazioni ordinate, tempestività delle e-mail, completezza delle ricerca, automatismo delegato, efficienza del servizio, possibilità di personalizzazione dell’Alert, affidabilità dei contenuti, possibilità di interrompere il servizio e possibilità di ampliarlo, sintesi.

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