Come si usa il programma di fotoritocco Gimp

Gimp (acronimo di GNU Image Manipulation Program) è un programma di fotoritocco open source e gratuito, inizialmente creato solo per Linux ma adesso disponibile per tutte le piattaforme, sia Windows che Apple.
Il suo utilizzo è particolarmente indicato quando si devono eseguire piccoli lavori di grafica: un professionista sentirà sicuramente delle limitazioni, ma per un utente medio che non ha particolari esigenze questo è un programma perfetto. Esiste una versione in italiano che è facilmente scaricabile all’indirizzo www.gimp.org/downloads. Il sito riconosce il sistema operativo in uso e propone il file corretto per il download, la successiva installazione è semplice e richiede solo qualche semplice passo, in cui si verrà comunque guidati dalle varie schermate.

Imparare ad utilizzare correttamente un programma di grafica richiede pazienza e molta pratica. Nel seguito dell’articolo, quindi, si cercherà di dare una veloce panoramica delle funzioni che questo programma ha da offrire, e si assumerà che chi legge abbia già un’infarinatura di elaborazione delle immagini.

La schermata principale di GIMP è divisa in tre parti: La parte sinistra contiene i principali strumenti, al centro si trova l’immagine sulla quale si andrà a lavorare e a destra si trova un interfaccia che riporta i canali, i livelli e i tracciati.

Quando si seleziona uno strumento, nella parte sinistra dell’interfaccia principale, compariranno tutte le varie opzioni che possono essere variate. Ad esempio, scegliendo lo strumento “pennello” si potrà variare la grandezza del tratto, il colore eccetera.

Nella parte destra della schermata principale si trova, invece, l’interfaccia dei livelli, indispensabili quando si lavora con le immagini. Se questa finestra non si apre in automatico, può essere richiamata con i tasti crtl + L. Si potrà così modificare l’ordine dei layer, renderli visibili o nasconderli, regolare l’opacità eccetera.
Nella linguetta “canali” è invece possibile intervenire selettivamente sui diversi canali dell’immagine. Questi, come in ogni programma di fotoritocco, sono delle immagini in scala di grigi, dove ogni pixel ha un’intensità che corrisponde alla presenza di pixel di un certo colore all’interno dell’immagine.
Infine, nella schermata “tracciati” è possibile gestire i tracciati (vettoriali) precedentemente creati con lo strumento “crea tracciato”.

Sono poi presenti alcune linguette aggiuntive nella parte inferiore. Infatti, qui si trova la scheda dei “pennelli” che permette di creare dei pennelli personalizzati o modificare quelli già presenti nel programma, variando la spaziatura tra una pennellata e l’altra, la forma, l’opacità, l’angolo di inclinazione o la durezza del pennello.
La finestra “gradienti” permette di gestire le sfumature: si può modificare o cancellare qualsiasi gradiente presente all’interno del programma. Gimp è dotato di un potente strumento, chiamato “editor dei gradienti” che ha proprio il compito di variare le opzioni dei gradienti per poter soddisfare ogni tipo di esigenza.
La finestra “motivi” contiene i pattern presenti in Gimp, che possono essere utilizzati semplicemente trascinandoli con il mouse all’interno di un’area selezionata in precedenza.

gimp-logo

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