Come si ricicla la plastica dei contenitori alimentari

La plastica è il materiale maggiormente utilizzato per imballaggi e contenitori e nelle nostre case ne abbiamo perciò in gran quantità e dobbiamo riciclarlo correttamente. La plastica è formata da macromolecole, i polimeri, che sono costituiti da monomeri, cioè catene di molecole di dimensioni minori.
Per prima cosa va verificata la tipologia di plastica leggendo il codice sopra il contenitore, infatti ne esistono di diversi tipi con caratteristiche differenti ed usi diversificati che si differenziano nell’aspetto, nell’uso al quale sono destinate e dalla facilità di lavorarle una volta riscaldate.

PET (Polietilentereftalato Polietilentereftalato) che comprende bottiglie d’acqua, di succhi di frutta, di latte e bevande
PVC (Polivinilcloruro Polivinilcloruro) tubi, nastro isolante, bottiglie, fili elettrici, serramenti
PP(Polipropilene Polipropilene) pennarelli, siringhe, flaconi per detergenti, moquette
PE (Polietilene Polietilene) tubi, sacchetti di plastica o quelli usati per surgelare
PS (Polistirene o Polistirolo) imballi e contenitori come piatti, posate, tappi

La plastica, derivata dal petrolio, dovrebbe essere completamente riciclabile ma alcuni contenitori non possono essere avviati a tale processo a causa del loro uso, come bicchieri, piatti, tubetti del dentifricio, perché non si possono togliere completamente i residui di cibo o svuotare completamente di ciò che contengono.
Se non si provvede al riciclo il tempo che impiega a distruggersi naturalmente varia dai 100 ai 1000 anni, un periodo assai lungo!

Il PET viene riciclato per la produzione di un nuovo polimero mentre altre plastiche risultano più complesse da trattare. Negli impianti di riciclo le plastiche vengono separate tramite un processo che analizza la loro densità quando sono immerse in un liquido. Una volta avvenuta la separazione vengono triturate, lavate ed avviate alla lavorazione per produrre altri contenitori, oggetti in plastica, giocattoli ecc…

La plastica che possiamo riciclare è quella che porta le sigle PE, PET e PVC, ovvero: bottiglie per bevande, flaconi per detergenti per la pulizia della casa e della persona, confezioni per alimenti, polistirolo per imballaggi, plastica in pellicola.

Non sono riciclabili i contenitori che possono avere residui di cibo, come i piatti, posate, bicchieri oppure di sostanze pericolose, come colla e vernici, oppure altri oggetti realizzati in plastica mista.

A casa riciclo tutti i contenitori ed altri materiali plastici seguendo le indicazioni fornite dall’azienda della mia città per quanto concerne la separazione dei rifiuti domestici. Provvedo quindi a mettere nei cassonetti per la plastica le bottiglie d’acqua, i flaconi, i contenitori di yogurt e budini, le vaschette per il cibo d’asporto ecc…
Prima di portarli nel cassonetto ho l’avvertenza di schiacciare le bottiglie in modo da ridurre il volume della plastica e di lavare i contenitori togliendo eventuali residui di cibo. Nel caso che non riesca pulirli provvedo a gettarli nella raccolta indifferenziata.
Ogni giorno a casa accumulo molta plastica da avviare al riciclo, che occupa così spazio dentro al ripostiglio ma trovo che sia molto semplice fare questo tipo di selezione, che sia una scelta responsabile verso l’ambiente ed inoltre che faccia risparmiare soldi per lo smaltimento dei rifiuti.

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