Come si recupera la tassa sull’abbonamento telefonico

Tutti gli abbonamenti telefonici che vengono stipulati nel nostro Paese sono soggetti alla tassa di concessione governativa che, seppure non sia un importo tale da essere considerato rilevante, incide comunque sul costo complessivo della rata da versare all’operatore telefonico con cui si è concluso il contratto. Ecco come recuperarla.

 

 

Istruzioni

  1. La tassa di concessione governativa grava sulle utenze aziendali e su quelle private: le prime sono tenute a versare 12,91 euro mentre i secondi 5,16 euro mensili. Nonostante non siano cifre così elevate, fanno comunque sentire il loro peso nel conto generale della spesa per la tenuta dell'utenza telefonica ed è stato calcolato che in Italia vengano versati complessivamente 91 milioni di euro all'anno da tutti i possessori di un contratto telefonico.

  2. La tassa di concessione governativa è sempre esistita in Italia ed era un balzello che le compagnie telefoniche erano obbligate a versare allo Stato per l'utilizzo delle reti: solo in seguito, queste, hanno deciso di riversare l'onere del pagamento sui propri utenti. Nel 2011, però, due sentenze da parte di due diversi tribunali, hanno definito questa manovra illegittima e, da allora, i contribuenti possono agire per recuperare quanto speso.

  3. Facendo ricorso, i possessori di un contratto telefonico non solo potranno chiedere e ottenere l'esenzione per il pagamento futuro della tassa, ma anche il rimborso di quanto versato dal 2011 ad oggi, in maniera singola o aderendo a una delle numerose class action avviate dalle Associazioni dei Consumatori.

  4. L'importo massimo rimborsabile ammonta a 464,76 euro per i contratti denominati 'uso affari' e '185,76' per i contratti privati.

  5. Chi non aderisce alla class action deve mandare due lettere raccomandate con ricevuta di ritorno, la prima indirizzata alla compagnia telefonica con cui si ha il contratto, diffidandola ufficialmente dall'addebitare ulteriormente la tassa governativa. La seconda, invece, dev'essere indirizzata all'Agenzia delle Entrate, e con questa si deve chiedere il rimborso di quanto versato fino a quel momento per un massimo di tre anni.

  6. I moduli per le lettere sono disponibili su internet in tanti siti di assistenza ai consumatori ma, com'è facile, intraprendere una causa in solitaria contro simili colossi non è per niente facile né, tanto meno, economico.

  7. Se si vuole avere una certezza di recuperare il maltolto, l'unica strada percorribile è quella delle associazioni dei consumatori. Praticamente tutte hanno avviato una class action, ma quella che ha ottenuto più seguito finora è quella avviata dal Codacons, il più grande gruppo di assistenza ai consumatori.

  8. Per prendervi parte, è necessario effettuare l'iscrizione all'associazione, pagando una quota di 10 euro annuali e pagare ulteriori 6 euro per ottenere la modulistica di adesione e solo in quel momento si potrà essere certi di essere parte di una class action per il recupero della tassa governativa.

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