Come si misura l’obesità

Per misurare l’obesità adesso si è ritornati a prendere la circonferenza del girovita anche se bisogna fare sempre attenzione anche ad altri parametri.
Infatti qualche tempo fa l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha messo a punto dei nuovi criteri che consentono la classificazione dell’obesità. E’ stato così stabilito un valore massimo di BMI, al di sopra del quale il paziente si definisce obeso e l’obesità è stata classificata di primo, secondo e terzo livello.
Ragione per cui si procede innanzitutto individuando il cosiddetto BMI (Body Mass Index) ovvero l’Indice di Massa Corporea. Il valore massimo del BMI è stato posto a 24,9 che sta indicare il limite entro il quale il peso di una persona può essere considerato normale. Per quanto riguarda invece i diversi livelli di obesità, questo sale ed è compreso tra 25 e 29,9 nell’obesità di primo livello, fra 30 e 39,9 nell’obesità di secondo livello e superiore a 40 nell’obesità di terzo livello.
Adesso però bisogna capire come si calcola questo indice di massa corporea, solo così potremmo vedere in quale livello di obesità rientriamo.
L’indice di massa corporea altro non è che il rapporto tra il nostro peso, espresso in chili, e i metri dell’altezza elevati al quadrato. In parole povere qualora si pesi 70 kg e si è alti 1,75 metri, l’IBM sarà uguale a 70:(1,75×1,75) = 20.
Ebbene se si hanno questi parametri allora ci si potrà considerare di peso normale, perché non si è superato il limite massimo di 29,9.
Vediamo dunque nello specifico le classificazioni:
– sino al valore massimo di 18,5 si è in “sottopeso”
– con valori compresi tra 18,5 e 24,9 si è in “normopeso”
– con valori compresi tra 25 e 29,9 si è in “sovrappeso”
– con valori compresi tra 30 e 40 si è “obeso”
– con valori oltre i 40 si è “obeso grave”.

Ma non finisce qui! Infatti si è anche dimostrato che il grasso in eccesso che si trova soprattutto attorno alla vita e ai fianchi è più pericoloso per la salute dell’uomo rispetto a quello che si accumula nelle cosce. Quindi si è visto che oltre che cercare l’IBM sarebbe opportuno misurare il girovita con un semplice metro a nastro e dividerlo per la circonferenza dei fianchi, per sapere se siamo a rischio di infarto.
Se la vita misura ad esempio 60 centimetri e i fianchi 90, basterà fare 60:90 e si ottiene 0,6. In questo caso non si corre il rischio di essere soggetti ad un attacco di cuore. Infatti i valori a cui porre attenzione sono quelli superiori a 0,85 per le donne e a 0,9 per gli uomini.
Inoltre è bene sapere che se si misura il girovita e si ottiene un valore superiore a 80 centimetri si è a rischio di diabete, ipertensione etc e soprattutto se questo supera gli 88 centimetri. Questo per quanto riguarda le donne. Gli uomini invece dovrebbero stare attenti a mantenere questo valore sotto i 94 centimetri ed eventualmente non farlo andare oltre i 102. Nel caso infatti si verifichi quest’ultima eventualità e soprattutto il proprio IBM sia già sopra i 25 si corrono rischi di malattie cardiovascolari.

curare l'obesità

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