Come si legge una busta paga

La busta paga presenta numerose voci a cui spesso non facciamo attenzione ma è a tutti gli effetti una fotografia della nostra carriera lavorativa.

Si presenta come un semplice foglio in bianco e nero ma, guardandolo con attenzione, scopriremo alcuni dettagli che comunemente sfuggono.

In alto, prima ancora dell’intestazione della busta paga, viene riportato il nome dell’azienda per cui si lavora, con relativo codice fiscale.

Sotto questo importante riferimento, incominciano le caselle dedicate al lavoratore: la prima indica il mese e l’anno di riferimento della bista paga, seguito dalla posizione INPS e INAIL dell’azienda. A ciò seguono nome e cognome del lavoratore, la data di assunzione e gli eventuali scatti di anzianità. A completamento delle informazioni, il codice fiscale, il comune di residenza e la data di nascita.

A seconda dei vari contratti dei lavoratori, diversificati a seconda dei settori di appartenenza, vengono inoltre specificati il livello di assunzione e relativo codice.

Tra le voci generali inoltre vengono riportate la paga base lorda, la retribuzione oraria e la retribuzione giornaliera.

Tutte queste informazioni di norma rimangono standard per tutte le buste paga dell’anno, a meno di variazioni relative alle informazioni anagrafiche del lavoratore o di variazioni nel contratto.

Sotto questi dati, viene riportata invece la situazione della retribuzione del mese: il tutto è riportato molto chiaramente con la suddivisione tramite colonne di “descrizione”, “ore/giorni”, “base” e “competenze”. Leggendoli velocemente sembrano termini poco chiari ma la loro utilità è presto spiegata; la colonna “descrizione” riporta quali sono le voci di attivo o passivo nella busta paga. “Ore e giorni” fa riferimento alla descrizione e stabilisce il numero dei giorni di lavoro, ferie o malattia che vengono calcolati nella busta paga. “Base” indica l’ammontare del pagamento di ciò che viene indicato nella casella descrizione e “competenze” il totale risultante tra ore e base.
Un esempio pratico: nella colonna “descrizione” leggiamo “retribuzione ordinaria”, nella colonna “ore/giorni” troviamo il numero 26 (i giorni di lavoro di un mese), nella colonna “base” troviamo 58 (la retribuzione base giornaliera” e nell’ultima colonna “competenze” troviamo il totale, quindi 58 (retribuzione base) per 26 (giorni di lavoro).

Nelle colonne più a destra troviamo indicazioni riguardanti le ore lavorate e le ore di ferie, per calcolare poi le ferie godute e gli eventuali straordinari nella parte finale della busta paga, che riassume proprio questa situazione.

A seguire questa parte pratica della busta paga, troviamo tutti gli aspetti “fiscali” con l’indicazione del totale lordo, delle trattenute IRPEF e delle varie altre detrazioni.

La busta si conclude infine con l’indicazione del conto corrente bancario e la banca di accredito per lo stipendio e uno spazio per la firma del lavoratore.

Come si può notare, quello che a prima vista sembra un inutile foglio pieno di caselle, rispecchia invece tutta la nostra carriera lavorativa, dal punto di vista anagrafico, pratico e fiscale; basta avere pazienza e leggerla con attenzione e nel modo corretto!

busta paga

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>