Come si gioca a softair

Come si gioca a softair? Prima di rispondere a questa domanda è necessario rispondere ad un quesito più banale ma importante per gli “ignoranti in materia”: che cos’è il softair? La definizione ufficiale è: gioco ricreativo basato sulla simulazione di tattiche militari, in particolare la parola soft air, fa riferimento al tiro tattico sportivo e in questo si distingue dagli altri giochi di “simulazione”, perché si fa uso di armi ad aria compressa, in inglese: air soft gun. È da questi strumenti, fondamentali per il gioco, che l’’attività prende il nome.
In molti, ritengono si tratti di un’attività che istiga alla violenza o all’uso della forza. Contrariamente al sentire comune, invece, il soft air è un’attività sportiva basata sulla competizione leale che mescola abilità fisiche con strategie e riunioni, addirittura di team building. Soltanto un gioco di squadra tra persone davvero allenate, può portare alla vittoria.
Chi abita nei dintorni di Roma avrà visto spesso persone vestite con tute mimetiche, senza la dicitura esercito sulla maglia e senza contrassegno completo di cognome della recluta. Bene, queste persone è probabile che giochino a soft air e non siano affatto fanatici dell’arma in giro a farsi giustizia. In effetti, vista la diffusione del gioco, le attrezzature fondamentali sono state “disciplinate” anche a livello normativo. Lo stato, cioè, ha definito i limiti di legge delle armi usate nelle battaglie di soft air.
Entriamo quindi nel vivo: l’obiettivo del gioco è conquistare posizioni e beni di diversa natura, neutralizzando contestualmente gli avversari a colpi d’armi giocattolo. Chi gioca deve avere necessariamente una protezione per il viso: occhiali o maschere. Dato questo obiettivo, gli organizzatori possono variare obiettivi e modalità di gioco: ci si può confrontare sulla liberazione dei prigionieri, sulla distruzione di una squadra, ma divertirsi anche nel “tutti contro tutti”. I più arditi contestualizzano l’ambiente ludico riproducendo dei veri e propri scenari storici, per esempio le contrapposizione sedimentate in ambito internazionale, stile guerra fredda, fino alle più recenti guerre sul campo, passando per i classici scontri sulla frontiera, tipici delle guerre mondiali. Se al termine di questa veloce panoramica, qualcuno ha maturato la voglia di darsi al soft air, vale la pena ricordare che in Italia vi sono dedicati dei settori sportivi ufficiali riconosciuti anche dal CONI. La disciplina ha conosciuto una grande espansione negli anni Novanta e oggi si giocano dei veri e propri tornei. Un ultimo accenno va fatto, doverosamente al campo da gioco: questo può essere sabbioso, boschivo o anche urbano, ma prima di “occuparlo”, anche se si tratta di una proprietà privata, è necessario inoltrare un’’apposita richiesta di autorizzazione alla pratica sportiva, informando Carabinieri e Polizia locali.

softair

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