Come si diventa amministratore di condominio

Il ruolo dell’’amministratore di condominio è decisivo, soprattutto per quegli stabili con un numero elevato di condomini, nei quali tocca ad una figura professionale specifica la gestione delle parti in comune di un intero stabile, a suo nome ma per conto dei proprietari. Figura indispensabile, prevista dal codice civile quando in un immobile vi siano più di quattro condomini, l’’amministratore svolge un preciso iter per ricoprire questo ruolo.
A livello fiscale, un primo passo è quello di aprire la Partita IVA, obbligatoria per i lavoratori autonomi, come in questo caso. È possibile frequentare corsi specializzati, realizzati da associazioni di categoria, alle quali ci si iscrive, al fine di avere un aggiornamento in merito alle normative riguardanti la professione indicata.
Se fino a non molto tempo fa alcuni inquilini si “improvvisavano” amministratori, svolgendo tale mansione perché “masticavano” qualcosa di legge, negli ultimi anni non è stato più possibile. Queste mansioni, infatti, svolte come secondo lavoro, solo perché non esisteva un albo specifico o una licenza che regolasse la professione di amministratore per legge, hanno richiesto con il tempo, e nei condomini di grandi dimensioni, una maggiore competenza e professionalità. Scelto su votazione dall’assemblea dei condomini, l’amministratore ha il ruolo esecutivo di quanto deliberato in assemblea, curando che sia rispettato il regolamento condominiale, che deve conoscere meglio di ogni altro.
Si richiedono per questo ruolo particolari doti gestionali e organizzative, e una discreta conoscenza di contabilità.
Oggi è possibile frequentare corsi finalizzati alla preparazione degli amministratori, sia rivolgendosi agli enti e alle scuole di formazione specializzati, che a quelle degli amministratori professionisti. Purtroppo non esiste un albo unico che le comprenda tutte, e si registra una sorta di vuoto legislativo che potrebbe anche essere un vantaggio, in un’epoca in cui l’accesso ad altre professioni è più rigidamente circoscritto. Il fatto che non sia prevista una facoltà universitaria, o un ente formativo unico, ha reso possibile la nascita di tante associazioni di settore nelle varie città, e vi è un’ampia scelta.
Tra le più comuni, ci sono l’ARAI, che è specifica per gli amministratori immobiliari e condominiali; l’ANAIP, una associazione nazionale per lo stesso settore, e la AN.AMM.I., che è invece una associazione nazionale ed europea per la formazione di questa categoria professionale.
Accanto alle precedenti, è possibile rivolgersi anche all’UNAI, unione a carattere nazionale, oppure alla ANACI, associazione nazionale.
Unico titolo preferenziale, ma non obbligatorio, è il diploma di ragioniere o di geometra, che prevedono una conoscenza di nozioni base di contabilità, oltre a norme base giuridiche, amministrative, tecniche e fiscali. Esistono anche amministratori laureati in Economia e Commercio o in Giurisprudenza, ma questo non li esonera dall’aver seguito uno dei corsi indicati, di cui bisogna possedere un attestato.
Negli ultimi anni, il mondo di internet garantisce anche la possibilità di seguire dei corsi online. Sul portale giuridico “Overlex” si ha infatti la possibilità di seguire corsi articolati in diversi moduli, che prevedono l’invio di materiale didattico, dispense ed esercitazioni con una verifica finale. Al termine della stessa, il partecipante riceve anche un attestato di frequenza.

amministratore condomini

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