Come si diffonde la malaria

La malaria si diffonde in maniera molto semplice attraverso le punture di insetto. Infatti, se un insetto punge una persona malata, la persona che verrà punta successivamente sarà contagiata inevitabilmente. È possibile anche la trasmissione della malattia da persona a persona, anche se più raramente. Può avvenire mediante le trasfusioni di sangue, la condivisione di siringhe infette e la donazione di organi, oltre che con il passaggio da madre a figlio (in questo caso, per altro, la definizione corretta è di malaria congenita). Nel momento in cui i parassiti sono entrati nel circolo sanguigno, essi raggiungono il fegato, e qui iniziano a riprodursi. A questo punto, nel giro di due o tre giorni il fegato rilascia nel sangue migliaia di parassiti, i quali vanno e distruggere i globuli rossi. Tale processo si ripete più di una volta. Inoltre, alcuni di questi parassiti permangono nel fegato proseguendo nel processo di riproduzione, e così via: i nuovi parassiti vengono rilasciati ancora nel sangue con cicli di pochi giorni. È opportuno ricordare che il periodo di incubazione di questa patologia consiste nel lasso di tempo che passa tra il momento in cui si viene punti dall’insetto e il momento in cui il fegato effettua il rilascio dei parassiti. A seconda del tipo di parassita che è penetrato nel sangue, tale periodo può andare da dieci giorni a trenta giorni. Sottolineiamo che la malaria per lungo tempo nelle zone in cui era endemica ha costituito il motivi principale di mortalità. Intorno alla metà degli anni Cinquanta l’’Organizzazione Mondiale della Sanità ha intrapreso un lavoro a livello globale per sradicare la patologia. Il programma all’inizio ha riscontrato un notevole successo: tuttavia, soprattutto negli ultimi tempi, esso è andato a scontrarsi con difficoltà di tipo logistico e biologico. Infatti, è avvenuta una selezione di ceppi di plasmodi, che si dimostrano resistenti ai farmaci utilizzati comunemente, i quali in assenza di plasmodi sensibili si sono diffusi con facilità. Insomma, i nuovi casi causati da tali plasmodi più resistenti si sono moltiplicati nel giro di breve tempo, e per la loro cura si è reso necessario il ricorso a farmaci più potenti. Ecco spiegata la ragione per cui ancora al giorno d’oggi uno dei più gravi problemi della sanità mondiale è rappresentato dalla malaria. Oggi nel nostro Paese è possibile trovare casi di malaria in turisti che hanno effettuato viaggi in zone endemiche. Ancora, è da evidenziare il fatto che le guerre, i conflitti civili e la situazione di miseria e povertà non consentono ai governi di mettere in pratica le opportune misure curative e preventive. Ecco, dunque, che la patologia va a colpire quelle popolazioni indigenti che vivono in situazioni ambientali che agevolano la riproduzione del parassita. Giusto per fare qualche esempio, la costruzione di dighe, l’irrigazione e il disboscamento costituiscono elementi che incrementano la probabilità di diffusione della patologia. Nelle zone devastate dalla guerra, come per esempio la Sierra Leone, la carenza di medicinali e l’’assenza delle più comuni norme igieniche hanno favorito l’’espansione della malattia. Concludiamo segnalando che nonostante la malaria sia considerata una malattia tipicamente rurale, essa si sta diffondendo sempre di più anche nelle città tropicali, che sono in continua espansione.

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>