Come si cura e quali sono le cause della Mononucleosi

La mononucleosi è nota anche come malattia del bacio perché viene trasmessa con la saliva e fu descritta per la prima volta nel 1920, anche se già nell’ottocento fosse stata accertata come sindrome.
Il contagio avviene anche toccando oggetti entrati a contatto con la saliva del malato come stoviglie, giocattoli dei bimbi o le sue mani. Si sono riscontrati anche casi di contagio per emotrasfusione o durante gli interventi chirurgici.

E’ una malattia infettiva virale provocata dal virus di Epstein-Barr, l’EBV, che appartiene alla famiglia degli Herpesviridae.
Questa malattia colpisce prevalentemente le persone dai 15 ai 35 anni, ma in maniera particolare gli adolescenti dai 15 ai 25 anni ed i bambini piccoli, e sembra che l’80-90% della popolazione l’abbia contratta senza saperlo scambiandola per un’altra malattia.

La mononucleosi fa aumentare il numero delle cellule mononucleate normali e specifiche e causa faringite, perché infetta i tessuti epiteliari orofaringei nonché i linfociti B entrando nel linfonodi della zona cervicale.

I malati presentano un ingrossamento della milza e dei linfonodi ascellari, inguinali e poplitei, che risultano dolorosi alla palpazione, ed in alcuni casi un ingrossamento del fegato. Sintomi della mononucleosi sono malessere generale, cefalea, febbre che si manifestano circa dopo 4-6 settimane dal contagio per gli adulti e 15 giorni per i bambini.
Dopo la guarigione il virus resta latente e per un anno si è portatori sani della malattia. L’EBV rimane comunque ad uno stato latente nel tessuto linfoghiandolare e può provocare la sindrome da fatica cronica che si previene mantenendo in buono stato il sistema immunitario conducendo uno stile di vita attivo ed adottando una sana alimentazione.

La mononucleosi si può prevenire adottando nei luoghi pubblici alcune accortezze come non mettersi le mani in bocca dopo aver toccato maniglie o altri oggetti, lavando molto bene le stoviglie usate dagli infetti.

Questa malattia può essere curata con antivirali, la cui efficacia però non è ancora stata dimostrata. Il trattamento con antibiotici può essere negativo perché potrebbe causare reazioni allergiche.
La miglior cura è il riposo a letto finché non scompare la febbre assumendo antipiretici, eccetto l’acido acetilsalicilico che potrebbe provocare la sindrome di Reye, ed analgesici, come ibuprofene, per alleviare i sintomi.
In alcuni casi gravi sono necessari corticosteroidei o immunoglubuline.
Nei successivi mesi non si deve svolgere attività fisica intensa.

Conosco alcune persone che ne sono state infette e che si sono curate col riposo e senza riscontrare effetti secondari.

La malattia si cura in circa 4 settimane ma può dare complicanze anche gravi nel caso che il paziente abbia stati di immunodepressione che possono provocare epatite fulminante, infezioni batteriche o miocardite virale. Possono esserci complicanze che causano la rottura della milza o malattie del sistema nervoso come encefalite, meningite, neuropatie e sindrome di Guillain-Barré.

La presenza dell’EBV può causare alcuni tumori rari come il cancro della rinofaringe, il linfoma a cellule B ed il linfoma di Hodgkin.

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