Come si cura la tricofitosi e come si previene la propagazione

La Tricofitosi è una infezione della pelle conosciuta anche con il nome di Tinea, dovuta ad aluni funghi parassiti. Chi ne viene colpito vede sulla propria pelle la comparsa di zone rialzate con la forma tipica ad “anello” e di colore rossastra e la parte centrale più chiara. Questo fungo può colpire la pelle di qualsiasi parte del corpo e se colpisce in prossimità del cuoio capelluto o della barba, si potrebbero evidenziare delle aree calve. E comunque la zona infetta diventa pruriginosa.
La Tricofitosi è comune soprattutto nei bambini e si trasmette con il contatto tra pelle e pelle o con oggetti contaminati, come le spazzole per i capelli e le tavolette dei vasi igienici.
I funghi in questione sono dei parassiti e si nutrono della cheratina presente sulla pelle e nei capelli. Essi possono essere presenti anche negli animali domestici, come cani, gatti e criceti, ed è facile che l’uomo possa prendere la Tricofitosi quando entra in loro contatto. Ci sono comunque persone più suscettibili a prendersela rispetto ad altre. Ad esempio i soggetti che soffrono di problemi alla pelle o presentano un eczema sono più propensi a prendersi la Tricofitosi perché già tengono lo strato superficiale della pelle meno intatta di chi non soffre di alcuna patologia epidermica. Poi vi sono quei soggetti che invece sono predisposti dal punto di vista genetico, per cui anche per loro è più facile esserne colpiti durante la propria vita.
La diagnosi viene condotta dai medici che riescono a identificare l’infezione a vista oppure procedono a raschiare la pelle o ad esaminare i capelli con un esame col microscopio, o in un laboratorio di microbiologia, oppure esaminandoli con la luce nera emessa dalla lampada a radiazione elettromagnetica.
Vi sono diversi farmaci per curare la Tricofitosi contenenti miconazolo, clotrimazolo, terbinafinum etc che potreste farvi consigliare dal vostro medico curante. Per quanto riguarda i capelli, ottimi sono gli shampoo a base di zinco di pyrithione. Un altro principio attivo per combattere il fungo è la griseofulvina, un preparato antimicotico che può essere usato per trattare l’infezione anche sui cani, che però non viene ancora venduto nel nostro Paese I miglioramenti di solito si riscontrano solo dopo due settimane di trattamento anche se questo viene prolungato di altre due settimane per consentire la scomparsa totale dei sintomi.
Per prevenire l’infezione, sapendo che i funghi prediligono di solito le zone calde ed umide, è necessario intanto tenere la pelle sempre pulita ed asciutta cambiando anche la biancheria intima una volta al giorno, poi sarebbe utile asciugare bene la pelle dopo essersi fatta la doccia e prima di mettersi addosso i vestiti. Negli spogliatoi e in genere sulle spiagge è sempre utile camminare con ciabatte, e sarebbe bene anche fare una doccia dopo avere praticato certi sport dove il corpo entra in contatto con un altro corpo, quale può essere ad esempio la lotta libera o meglio ancora il wrestling.
Infine, se pensate di avere preso l’infezione bisognerebbe lavare i vestiti con acqua calda e con un sapone fungicida.
Al vostro cane invece torna utile un buon veterinario.

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