Come si coltivano i piselli

Il pisello, Pisum sativum, è originario del mediterraneo ed è una pianta annuale della famiglia delle Fabaceae.
Le piante di piselli preferiscono la coltivazione in zone a temperatura mite, dove non ci siano forti escursioni termiche, dato che temono sia le temperature sotto lo zero che il caldo estivo eccessivo. La loro resistenza varia in funzione della fase in cui si trovano, per cui le piantine giovani sopportano temperature rigide ma, una volta fiorite, temono le gelate.

Fatta questa premessa, si può passare a una guida volta a suggerire le varie fasi dalla semina al raccolto dei piselli.

PREPARAZIONE DEL TERRENO
Le piantine dei piselli, pur non essendo molto esigenti, crescono meglio in un terreno che non sia duro e compatto, ma abbia un buon drenaggio, dato che l’acqua che ristagna finisce col danneggiare irrimediabilmente le radici.
Il terreno che accoglierà le piantine deve essere preparato qualche mese prima del tempo stabilito, vangandolo per una trentina di cm e concimandolo con stallatico maturo.
La modalità da seguire è quella di tracciare un primo solco per tutta la lunghezza del campo e metterci il letame, tracciare poi il secondo solco e, col terreno sollevato, coprire il primo, sistemare il letame nel secondo solco e procedere così sino alla fine.

SEMINA
I solchi che accoglieranno i semi saranno profondi una decina di cm e distanziati tra loro 30/60 cm, in relazione alla qualità di piselli, nani o rampicanti. Tale spazio tra un solco e l’altro tornerà utilissimo per controllare le piantine e per il raccolto al momento opportuno.

– Semina autunnale, nelle zone calde, a fine autunno inizio inverno, utilizzando semi lisci e più resistenti al freddo.
– Semina primaverile, nelle zone più fredde, a fine inverno inizio primavera, utilizzando semi grinzosi e più resistenti al caldo.

I semi vanno interrati a una profondità di 4/5 cm e a una distanza tra loro di una quindicina di cm. e vanno ricoperti con terra che non sia pressata. Un rastrello aiuterà bene durante questa operazione che si concluderà con un’innaffiatura del campo, senza esagerare.

Arrivate le piantine a una decina di cm, sarà bene sistemare lungo i solchi dei sostegni, di 40/60 cm per i piselli nani, 100/150 cm o più per i rampicanti.

RACCOLTO
A distanza di un mese le piante dovrebbero essere in grado di consentire la raccolta dei semi, se si vorrà gustare il prodotto mentre è ancora fresco. Risulterà tenero e dolce al palato.
Volendo invece procedere a essiccare i piselli, bisognerà attendere ancora, finché non sarà evidente anche dal gonfiore e dalla consistenza che il contenuto dei baccelli è arrivato al punto giusto della maturazione che si aspettava.

ATTENZIONE
Le piante dei piselli sono soggette all’attacco di parassiti (tonchio, tortrice, afidi) che prediligono le leguminose. Anche l’oidio (o mal bianco, o nebbia, o manna) che va combattuto con lo zolfo può rovinare un raccolto.
Un’attenzione che può aiutare a prevenire è quella di non esagerare con l’acqua e soprattutto di non spruzzarla sulle foglie. L’acqua dovrebbe arrivare alle piante dai filari.
Se i parassiti hanno la meglio, si impone il consiglio di un esperto.

Prezzo: irrisorio

Svantaggi: nessuno, vangare aiuta l’organismo

Vantaggi: il piacere di gustare piselli fai-da-te

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