Come si coltivano gli asparagi

L' asparago (Asparagus Officinalis), é una pregiata pianta erbacea che appartiene alla famiglia delle Liliaceae ed essendo una pianta "dioica" la sua impollinazione avviene tramite gli insetti; ne esistono circa 240 specie al mondo e pare abbia avuto origine dalla Mesopotamia e quindi si iniziò a coltivarla già nell' antichità, ma la sua coltivazione a livello mondiale cominciò solo verso la fine dell' epoca del Medio Evo.
La parte commestibile dell'asparago è la parte superiore a punta che è chiamata "turione" ed ha proprietà lassative e diuretiche oltre a contenere vitamine di tipo A B e C; la pianta maschile cresce più in fretta ed è più produttiva ma la pianta femminile ha però turioni più sviluppati e grossi.
In Italia si producono principalmente asparagi verdi che è la varietà più diffusa nell' Europa del Sud, ma ci sono anche produzioni di asparagi bianchi che è una varietà che si ottiene coltivando le piante forzatamente sotterrate e coperte con teli per lasciarle completamente al buio, ed il risultato che si ottiene è quello di avere turioni più grossi e carnosi e di avere poco scarto.
La terza varietà prodotta in Italia è quella chiamata "violetto di Albenga" che è anche quella di cui ne viene prodotta meno quantità, questo asparago viene tolto dal terreno non appena i turioni spuntano e non hanno ancora completato la colorazione naturale dovuta alla luce, anche questa varietà ha poco scarto.
L' asparago violetto è molto pregiato e unico al mondo, ha turioni grossi ed è indicato in cucina da usare specialmente per secondi piatti sia di carne che di pesce o per creare delicati contorni, rispetto alle altre varietà ha un gusto più dolce e raffinato.
La produzione bassa di questa varietà è dovuta dal fatto che in pratica cresca bene e con buoni risultati solo o quasi nella piana sabbiosa di Albenga, grazie al suo esclusivo terreno e microclima, infatti finora si è tentato di coltivare la pianta anche in altri luoghi e all' estero ma con risultati mediocri.
Il prezzo degli asparagi in Italia varia da città a città e a secondo della varietà, si va comunque da un minimo di 2,5 € circa ad un massimo di 5€ circa al Kg, ma se si ha la fortuna di possedere un orto si può provare a fare una piccola coltivazione personale.
Avendo provato questa esperienza nel mio orto vi indico ora come si pùò procedere:
1) Richiedere in un negozio di articoli agricoli radici che abbiano possibilmente un età di 2 o più anni per diminuire i tempi di attesa.
2) Preparare il terreno drenandolo per bene, concimarlo con fertilizzante organico e togliere eventuali erbacce.
3) Si procede piantando le radici in buchi profondi circa 8 cm e lasciando tra una e l' altra circa 40 cm di spazio.
4) La coltivazione si inizia in Marzo e in Ottobre è consigliabile un altra concimazione, basterà in autunno una potatura delle parti più gialle e secche e infine attendere il raccolto la primavera successiva.
Il vantaggio naturalmente sarà quello di un bel risparmio oltre ad avere un prodotto genuino, mentre gli svantaggi direi sono praticamente nulli.

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