Come si calcola e si paga l’ addizionale comunale Irpef

Quando si parla di addizionale Irpef si fa riferimento a un’imposta sul reddito che deve essere versata da tutti i contribuenti (sia che siano contribuenti, sia che non lo siano) al Comune. Nel caso in cui il contribuente non sia tenuto a pagare l’Irpef, per esempio a causa dei crediti di imposta (dovuti a redditi prodotti fuori dall’Italia con ritenuta a titolo definitivo) o per detrazioni spettanti, non deve versare l’addizionale.

Per il calcolo dell’addizionale, la base imponibile è rappresentata dal reddito totale che viene dichiarato all’Irpef, privo della rendita della casa principale e degli oneri deducibili. Ai fini del calcolo dell’imposto che deve essere versato, è necessario applicare l’aliquota determinata dal Comune di residenza al reddito imponibile. Per quel che riguarda l’aliquota comunale, essa può essere fissata dal Comune fino a un massimo dello 0.8 %. In ogni caso, i cittadini che necessitino di informazioni più dettagliate possono richiederle al Dipartimento delle Finanze, presso la Direzione federalismo fiscale. Sono le delibere dei Comuni che sanciscono la misura dell’addizionale: la loro efficacia decorre a partire dal momento in cui vengono pubblicate sul sito Internet del Dipartimento delle Finanze, finanze.gov.it.

Stabilite le modalità di calcolo, vediamo dunque come devono pagare le addizionali i pensionati e i lavoratori dipendenti. I titolari di pensione e di lavoro dipendente l’addizionale comunale è determinata dall’ente pensionistico o dal datore di lavoro (vale a dire i sostituti di imposta) nel momento in cui viene effettuato il conguaglio riguardante il reddito relativo. In particolare, la trattenuta del saldo delle imposte dovute può arrivare al massimo a undici rate mensili (in ogni caso entro il mese di novembre) o in alternativa nel momento in cui termina il rapporto di lavoro in una soluzione unica, nel caso in cui la cessazione avviene prima del termine del periodo di imposta. Occorre tenere conto, per altro, che l’addizionale comunale implica anche un acconto del 30 % per l’anno seguente. Tale acconto viene calcolato sull’addizionale sull’imponibile dell’anno passato, e viene trattenuto, al massimo in nove rate mensili, dal mese di marzo.
Per tutti gli altri contribuenti, e cioè tutti i possessori di redditi non dovuti a pensione o lavoro dipendente, il pagamento dell’addizionale – e la sua determinazione – avviene, semplicemente, al momento della dichiarazione dei redditi. Infatti, in questo caso il contribuente ha il compito di trovare il Comune a cui deve essere effettuato il versamento, sulla base del domicilio fiscale. Il termine per la consegna del versamento è lo stesso del pagamento dell’irpef. Va segnalato, inoltre, che l’addizionale comunale all’Irpef deve essere versato al Comune in cui risulta il domicilio fiscale del contribuente al primo gennaio dell’anno di riferimento dell’addizionale.

 

 

In conclusione, vale la pena di ricordare che, per sapere la natura delle aliquote relative all’addizionale Irpef dovuta ai comuni, e per avere tutte le informazioni necessarie a chiarire dubbi, è possibile consultare il sito del Dipartimento delle Finanze, nella parte denominata Fiscalità locale. Qui è possibile individuare le modalità e le aliquote che possono essere applicate.

 

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