Come si calcola la pensione

Prima di addentrarci nel calcolo dei vari tipi di pensione, vediamo esattamente cos’e, essa infatti non è qualcosa di dovuto al cittadino da parte dello stato ma un diritto acquisito nel corso degli anni lavorativi in cui il cittadino deve versare obbligatoriamente mese per mese una quota dello stipendio al fine di acquisire l’erogazione di un tot mensile alla fine del periodo lavorativo, questa regola vale per i dipendenti statali, regionali e privati. Vi è poi un altro tipo di pensione, quella sociale che è erogata a chi non ha contributi versato perché non ha mai lavorato o non ha raggiunto i criteri necessari e serve come sostentamento minimo per sopravvivere. Abbiamo diversi tipi di pensione:
Pensione di vecchiaia, e in pratica quel tipo di pensione che è richiesta dal lavoratore alla fine del periodo lavorativo, quando ha raggiunto tutti i criteri richiesti, età pensionabile, numero di anni di contributi versati.
Pensione d’’anzianità: quella per i lavoratori indipendenti che versano un certo numero d’anni di contributi obbligatori o volontari.
Pensione d’’invalidità e inabilità: data a coloro i quali dimostrano di non poter lavorare a causa di malattie particolari, o perché diversamente abili.
Fondo casalinghe: Un nuovo tipo di pensione creato solo per le donne che non lavorano fuori casa ma si occupano solo di prendersi cura della famiglia.
Sostanzialmente il calcolo della pensione avviene in due modi, calcolo retributivo e contributivo.
Il sistema contributivo tiene conto delle buste paga annue del lavoratore e d’altri tipi di reddito, se ve ne sono, dell’anzianità alla qual è attribuito un coefficiente specifico che va dal 4,4 per cento circa al 5,6 per cento circa in base appunto all’età. Più semplicemente si somma tutto ciò che il lavoratore ha versato nel periodo lavorativo, si calcola un coefficiente e si divide per 12, in questo modo si ottiene approssimativamente quella che sarà la pensione mensile.
Il sistema retributivo, invece, tiene conto di diverse variabili, innanzitutto il numero di anni di contributi versati per un massimo di 40, l’esatto contenuto della busta paga, il tutto valutato sui dati Istat anuali, in questi casi la pensione può variare in percentuale dal 70 al 80 percento rispetto alla busta paga.. Di fatto si calcola il totale delle buste paga degli ultimi 5 anni e in base agli anni trascorsi si fa un calcolo dal quale si toglie circa il 20 per cento, il risultato sarà l’equivalente della pensione. Naturalmente fatti così i calcoli sono molto approssimativi, in rete si trovano molti siti in grado di fare un calcolo esatto immettendo i parametri precisi, diversamente ci si può rivolgere agli sportelli inps preposti a questo servizio o al proprio consulente.

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