Semina o trapianto? Quali differenze….

Una buona semina o un buon trapianto possono essere efficaci metodi per poter rinfoltire e rinvigorire un giardino, un orto o anche per abbellire un terrazzo o un balcone.
Due metodi diversi di “spostamento” delle piante che vedremo singolarmente, con una breve guida  per gli amanti del verde e che non richiede esperienze pregresse e che permette un po’ a tutti di cimentarsi con queste pratiche.

Semina o trapianto, quale preferire

Partiamo con l’analisi del metodo del trapianto.
Il trapianto viene fatto per varie ragioni: si vuole proteggere una pianta da un clima a lei particolarmente sfavorevole ( e quindi trasportarla in serra di conseguenza ), si vuole spostare una pianta da una locazione ad un altra, si vuole cambiare vaso… insomma, esistono tante ragioni per cui questo metodo si presta perfettamente.
Partiamo dal concetto che non tutte le piante sopportano bene il trapianto e che per questo, dobbiamo tentare approcci diversi. Solitamente le piante arboree e arbustive, come noci e alberi da frutto, nonché le erbacee come sedani, finocchi e cavoli ad esempio, reggono bene il trapianto. Per questo procederemo ad un trapianto a radice nuda, ovvero senza terreno attorno alle radici. Teniamo presente che sarà necessario comunque stare attenti e non avere leggerezza, perché le radici sono parti molto delicate per le piante.
Per le piante erbacee ad esempio, una leggera potatura sulle punte delle radici principali è consigliata. Prima di rimetterle in terra
( operazione che si consiglia di non rimandare molto, soprattutto per le erbacee ), è bene bagnare il solco dove verranno ridisposte abbondantemente. Importante è non sradicare le piante nel loro periodo di crescita: in Italia quindi tutto il periodo estivo. In quei periodo si segna la fine di una pianta, estirpandola dal terreno.

Per le piante più delicate, che non sopportano le manipolazioni alle radici si deve ricorrere ad una tecnica che presenta il suo svantaggio principale nei vari passaggi che vanno fatti per poterla trapiantare: prima si deve fare in modo che cresca in un vasetto piccolo e formi un piccolo “pane di terra” ovvero quella specie di cuscinetto di terra che rimane attaccato alle radici e che verrà interrato assieme alla pianta alla nuova locazione: ovviamente se vorrete che la pianta cresca bene, dovrete fare anche due o tre passaggi di questo tipo diversi.

Diamo ora uno sguardo alla semina.
La semina con l’aumentare delle confezioni già pronte alla germinazione è divenuta molto più semplice, perché permette a chiuqnue di avere una percentuale molto alta di successo e di piantine germogliate. Tuttavia esistono alcuni accorgimenti da tenere presenti: scegliere la stagione giusta in primis.
Perché la germinazione è legata ad una combinazione tra umidità, temperatura e luce. Se queste mancano avrete poco successo. Inoltre tenete presenta la natura del seme. Se il seme è molto piccolo, non seminatelo in profondità perché non avrà molta forza per poter sbucare dal terreno. Non usate sementi vecchie o avrete probabiltà di insuccesso maggiore.
Tenete presente prima di seminare, dove volete tenere le piantine: se le volete spostare, utilizzate terreni leggeri e sciolti per un buon travaso successivo.

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