Come scrivere un sonetto

Come si scrive un sonetto? Naturalmente, il primo passo da seguire consiste nel scegliere il tema del componimento, il nucleo dal quale partire. Quindi, possiamo iniziare raccogliendo sul diario, su un foglio o dove capita tutti i pensieri che ci vengono in mente, progressivamente, così come escono, anche se non sono espressi in una lingua corretta. Immagini evocative, riflessi, sentenze, frasi a effetto, tutto ciò che ci capita di pensare. È importante ricordare che come sempre la fretta non porta a niente di buono: non speriamo di scrivere un sonetto in mezz’ora. Vogliamo dire, dunque, che quest’azione del racogliere pensieri su un foglio deve durare almeno qualche giorno, così che il nostro stato d’animo si sia evoluto e abbia incontrato situazioni diverse, che abbiano cambiato la sua predisposizione. Un altro aspetto da tenere in considerazione è che la poesia è allo stesso tempo arte e formalità, istinto e rigoroso rispetto di determinate regole. Ciò significa che prima di iniziare dobbiamo avere le idee molto chiare, per evitare di distruggere continuamente quello che abbiamo appena scritto perché non siamo soddisfatti. Quindi, una volta stese le idee, ci tocca ideare una struttura. Come sappiamo, il sonetto si compone di due quartine iniziali e due terzine, per un totale di quattordici versi. In genere è ben far sì che ogni singola strofa abbia un carattere fatto e finito, e che si concluda all’interno. Ciò detto, possiamo iniziare a pensare come organizzare i pensieri che abbiamo scelto, tra tutti quelli che abbiamo scritto e riportato. Per esempio, se abbiamo in mente di scrivere un sonetto dedicato a una persona, potremo usare le prime due quartine per descriverla, e le due terzine per esprimere le nostre emozioni. In generale, comunque, l’importante è che il tutto abbia una struttura simmetrica. Nulla di disordinato, o frasi messe a caso. La poesia è rigoroso rispetto dell’ordine, razionalità, innanzitutto. Un aspetto cui è necessario prestare molta attenzione riguarda l’incipit del sonetto. Chiaramente la frase iniziale deve catturare l’attenzione del lettore, deve essere a effetto. Ma stiamo in guardia, ed evitiamo il pericolo opposto, e cioè quello di cercare una frase eccessivamente vistosa, solo per il gusto di attirare chi ci legge. Usiamo, se possibile, una frase di due o tre parole, comunque corta. Messa a punto la frase iniziale, resta da organizzare il ritmo della poesia, la sua musicalità, la sua struttura sonora. Anche in questo caso la parola d’ordine è coerenza, nel senso che dobbiamo decidere se puntare sulla melodia, sulla disarticolazione o sulla brevità. Da ciò dipenderà la scelta di periodi complessi o semplici, lunghi o corti, paratattici oppure no. Attenzione, inoltre, a non concludere ogni verso con un enjambement, vale a dire con il salto al verso successivo, perché c’è il rischio che si trasformi in un’opera di prosa. Concludiamo segnalando che una volta terminata la scrittura del sonetto, sarà buona cosa rileggerlo più volte, anche ad alta voce, per verificarne la musicalità. Attenzione, infine, a non abusare di metafore e figure retoriche in generale.

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