Come scegliere uno spazzolino da denti

L’’igiene orale, importantissima fin dall’’antichità, come ci è stato testimoniato dagli scavi presenti in tutto il mondo, registra un primo spazzolino da denti intorno al 3000 avanti Cristo. Da quell’’antico bastoncino da masticare, realizzato con un ramoscello in punta, adatto a pulire i denti e il resto della bocca, è passato molto tempo e oggi possiamo vantare davvero spazzolini di ogni tipo.
Come scegliere lo spazzolino più adatto alla propria bocca? Non è solo una questione di morbidezza delle setole, anche se è necessario specificare che queste non dovrebbero essere troppo dure, perché rischierebbero di fare danni allo smalto, soprattutto se si spazzola energicamente, e anche alle gengive, soprattutto se sono molto sensibili.
In genere, per chi è abituato a lavare i denti tre volte al giorno, come dovrebbe essere secondo delle buone regole di igiene dentale, può essere sufficiente anche uno spazzolino morbido. Non pensiamo che la morbidezza delle setole accarezzi solo i denti. Molto dipende dalla nostra spazzolata, soprattutto dalla direzione, che dovrebbe essere sempre rotatoria, e non dall’alto verso il basso, come si pensa comunemente.
Per chi invece ha i denti sensibili è opportuno scegliere le setole più morbide possibili, per evitare sanguinamenti. In genere le setole medie sono preferite da chi lava i denti meno volte al giorno, e vuole avere quella sensazione di benessere che deriva da uno sfregamento maggiore e di più lunga durata.
Oggi esistono degli spazzolini che hanno delle setole a scalare. Vale a dire: più corte sulla punta, o dentellate lungo tutta la spazzola. Alcuni studi dimostrano che, seguendo l’arcata dei nostri denti, adattandovisi, le setole li rovinerebbero di meno, andando a pulire proprio nelle parti più nascoste.
Esistono anche spazzolini più piccoli del normale, o quelli usati tipicamente dai bambini, che arrivano meglio nei punti critici, e sono consigliabili anche agli adulti che hanno una bocca piccola.
Consideriamo una cosa: lo spazzolino dovrebbe arrivare ovunque, ma non c’è mai completamente questa possibilità, neppure con quelli dalla testina piegata. Ecco perché spesso la spazzola andrebbe aggiunta all’utilizzo di altri strumenti, quali il filo interdentale, per eliminare il fastidioso cibo nascosto negli interstizi tra i denti, e lo specchietto a curva, tipico del dentista, che ci aiuta anche ad aprire meglio la bocca nelle parti alte, e in corrispondenza dei molari.
Ottima cosa è lo spazzolino elettrico, che fa movimenti molto diversi dai nostri, e pulisce la bocca in un modo che con il semplice spazzolino non è consentito. Sì, dunque, agli spazzolini elettrici o a batteria, magari da alternare a quelli classici, ma dalla testina corta.
Lo spazzolino elettrico di nuova generazione ha un timer, un allarme che scatta ad indicare quando sono passati almeno tre minuti dall’’inizio della pulizia. Questo perché uno degli errori maggiori che si fanno è di lavare i denti, soprattutto gli anteriori, più esterni e facili da pulire, per una durata che non raggiunge mai quella indicata dai dentisti, che è di almeno 5 minuti.

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