Come scegliere il corso all’università

Non è facile scegliere cosa si vuole diventare nella vita. Se poi questa scelta incombe all’età di 18, 19 anni, quando le incertezze sono più delle certezze, non è raro che un ragazzo attraversi una vera e propria crisi. Oggi il valore della laurea non è più quello di una volta, e non è detto che con il cosiddetto “pezzo di carta” si possa accedere agevolmente nel mondo del lavoro.
La prima domanda che un maturando deve porre a sé stesso è: “Cosa voglio fare?”; questa domanda deve però avere un prerequisito, che è: “Quali sono le mie capacità?”; bisogna identificare le cose per le quali si è maggiormente portati e concentrarsi su di esse.
Il ragazzo -o la ragazza- che vorrà seguire i propri sogni, anche se difficili, dovrà sapere che per raggiungerli ci vorrà determinazione e tanto impegno, in tutti i casi. Bisogna saper coniugare i propri sogni con le reali possibilità, perché ciò che si studia dovrà anche fornire competenze di tipo lavorativo.
Se invece il ragazzo vorrà andare dove ci sono maggiori sbocchi lavorativi o maggiori possibilità di guadagno dovrà scegliere bene l’ambito, perché il mondo lavorativo è in continua trasformazione, e quello che è remunerativo oggi potrebbe non esserlo domani.
Un consiglio di tipo generale su che facoltà intraprendere è andare per esclusione: eliminate le facoltà per le quali credete di non essere assolutamente portati, probabilmente avete ragione. Ad esempio, io sapevo di non essere adatto per la facoltà di Architettura, e ne sono ancora convinto, perché non ho le doti naturali richieste ad un architetto.
Ma la scelta non è sempre così semplice: se si vuole diventare medico si fa medicina, se si vuole diventare ingegnere si fa ingegneria, ma ci sono alcuni mestieri che non hanno una corrispondente facoltà universitaria. In questi casi il ragazzo dovrà valutare attentamente il proprio percorso di studi (senza una laurea si è comunque poca cosa), ma ci si dovrà formare anche attraverso altri percorsi, magari extrauniversitari.
Non c’è un percorso di studi che suggerirei ad un ragazzo rispetto ad un altro, tutto sta alle proprie qualità, alla propria volontà e alle proprie doti naturali.
La cosa importante è rendersi conto di quali sono le proprie potenzialità e l’ambito accademico e lavorativo in cui si può eccellere.
In un mondo che garantisce ai giovani sempre meno certezze, l’unico appiglio sicuro cui aggrapparsi può essere inseguire con tenacia e determinazione ciò che si desidera davvero fare, cercando di affrontare e superare brillantemente tutte le difficoltà che inevitabilmente si metteranno tra voi e il vostro obiettivo.
Un’avvertenza: qualsiasi facoltà universitaria va affrontata con impegno e abnegazione, e se siete appassionati riuscirete ancora meglio. Non scoraggiatevi degli insuccessi, e cercate di dare sempre il massimo, perché una volta usciti con la laurea in mano, dovrete farvi valere anche nel mondo del lavoro.

Esame di ammissione alla facoltà di medicina all'università statale di  Milano

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