Come saldare con il saldatore a stagno

Mio padre e mio marito si danno un bel po’ da fare con il fai da te ed anche con lavoretti di diverso genere in casa. Il saldatore a stagno è uno di quegli oggetti che ho visto loro usare spesso per diversi lavori. Una saldatura di questo tipo è piuttosto particolare, soprattutto se bisogna saldare dei materiali che sono poco resistenti al calore. Il saldatore ha stagno richiede l’uso di un filo di stagno– questo è quello che ho visto fare, se poi ci sono altre tecniche non so dire – e praticamente il calore del beccuccio del saldatore fonde lo stagno e se ne fa cadere una goccia sul materiale che deve essere saldato. Bisogna fare molta attenzione alla quantità che viene fusa perché se si esagera con la goccia si attua quella che mio marito chiama la “saldatura troppo grassa” mentre se non si fa fondere una quantità sufficiente si ha la “saldatura magra”. Bisogna arrivare a fondere una quantità che sia la via di mazzo tra il “troppo” e il “troppo poco”. La saldatura a stagno permette di operare su circuiti e componenti grazie alla possibilità di portare la lega di stagno-piombo alla giusta temperatura.
Per effettuare una saldatura perfetta bisogna anche avere la mano ferma e non agire di fretta altrimenti si ha un risultato non ottimale. In questo tipo di operazione è importante avere pazienza, tempo a disposizione e… una buona vista. Anche quella incide!
Nel caso in cui si agisse di fretta o in modo troppo superficiale si potrebbe effettuare una saldatura con punti deboli.
Una volta effettuata la saldatura, infatti, per evitare che ciò avvenga, è necessario controllare che il punto saldato sia omogeneo e non presenti irregolarità facendo attenzione che non si siano formate delle bollicine d’aria o delle fessure che, pur non incidendo nel breve termine sul risultato, potrebbero portare a dei problemi più avanti.
Il saldatore arriva alla giusta temperatura per via di una resistenza interna che, nel momento in cui si riscalda, trasmette il suo calore alla punta del saldatore che, a sua volta, va a riscaldare lo stagno o il punto da saldare. Mio marito ha sempre usato un saldatore di quelli normali che sviluppa più o meno 400° C. Non è – così mi ha detto – un saldatore professionale ma permette di svolgere mansioni casalinghe che a volte capita di fare. Il suo saldatore ha anche un pulsante che permette di interrompere il calore fissandolo ad un valore intermedio, attorno ai 250° C.
Ha una punta in rame ed è piuttosto delicata: va costantemente pulita perché, altrimenti, c’è il rischio che possa ossidare e ciò ne pregiudica la funzionalità.
Trattandosi di un’operazione che viene effettuata sfruttando le proprietà delle alte temperature è necessario operare in massima sicurezza ed evitare qualsiasi contatto con la punta del saldatore o con la goccia di stagno che viene fatta colare sull’oggetto da saldare.
Massima sicurezza che si ottiene anche non agendo di fretta. Bisogna avere anche una certa manualità e praticità per effettuare un’operazione di questo tipo. Non so dire, però, quanto possa costare un’operazione del genere.

Saldatore

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