Come ristrutturare cornici dorate

Una cornice dorata in casa fa la sua figura, ma le ingiurie del tempo prima o poi si fanno sentire, soprattutto a causa del caldo e del freddo, dell’umidità più o meno elevata, dei tarli che possono decidere di banchettare col suo legno.
Bisogna dire che una cornice antica generalmente conserva il suo fascino anche con le sue imperfezioni, per cui spesso la si lascia così com’è ma, volendo riportarla allo splendore iniziale, è necessario soltanto possedere un po’ di manualità e procedere con accortezza, così come indicato di seguito nella GUIDA d’intervento passo passo.

1. Staccare la cornice dal muro, togliere il contenuto (vetro, specchio, stampa…) e prepararla per l’intervento spolverandola per bene e aiutandosi in questo con un pennello o con un aspirapolvere o, meglio ancora, con un compressore “sparando” aria ad alta pressione. Se la cornice dorata ha necessità di un intervento, infatti, di certo è antica e si presenta con disegni e intagli in cui la polvere trova un buon rifugio.

2. Una volta pulita per bene, controllare attentamente la superficie, se necessario, utilizzando pure una buona lente d’ingrandimento. Generalmente si scoprono:
– punti in cui la cornice è scrostata, manca cioè di pezzi, più o meno grandi;
– punti in cui manca solo la doratura;
– punti in cui vi sono dei forellini (grandezza uguale a una capocchia di spillo) sparsi in modo casuale. (A dire ìl vero, se si verifica quest’ipotesi, i forellini saranno presenti su “tutta” la cornice.)

3. In presenza di forellini casualmente sparsi si tratta dell’opera distruttiva dei tarli e, volendo procedere col fai-da-te, bisogna acquistare del liquido “antitarlo” in un negozio di ferramenta o simile. Si aspira il liquido con una siringa e con pazienza si inietta in “tutti” i fori presenti sulla cornice. E’ L’intervento più lungo e andrebbe ripetuto dopo una, due settimane. Quando non ri-appare più la polverina caratteristica dei tarli che mangiano, vuol dire che si può procedere.
Con pazienza bisogna provvedere a riempire “ogni” forellino, aiutandosi con qualche attrezzo. (Comodissima può essere la punta di un cacciavite sottile.) Lo stucco migliore sarà uno resinoso bicomponente, magari nella tonalità di colore della cornice.

4. A questo punto bisogna “preparare” la superficie.

-> Se si tratta di piccoli tratti in cui manca la doratura, basterà carteggiare con carta abrasiva sottilissima, anche nr 400/600. rendendola uniforme e pronta per il trattamento.

-> Se si tratta di una cornice in cui ci siano crepe, pezzi mancanti nei fregi, ammaccature “da traumi”…, bisognerà ricostruire col solito stucco le parti rovinate e poi carteggiarle con cura, rendendole lisce e uniformi. Per saggiarne la preparazione, basterà passare la mano e sentire al tatto se va bene o no.

5. Ora si tratta di ripristinare la doratura e a un faidateista consiglio quella con oro liquido che si acquista in un negozio attrezzato per le belle arti. Con un pennellino a setole morbide si provvede a passare in modo uniforme la cornice, lasciando asciugare per il tempo necessario.

Prezzo: variabile in relazione a ciò che si “deve” acquistare o si possiede già

Svantaggi: nessuno

Vantaggi: il risultato finale

cornice

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