Come riconoscere l’autismo nei bambini

Solitamente, la diagnosi di autismo nei bambini non avviene prima dei tre anni di vita. Tuttavia, tanto primo l’autismo viene diagnosticato, tanto più avvantaggiato risulterà essere il trattamento, per via della consistente elasticità di un cervello giovane. Insomma, se l’autismo viene identificato entro il primo anno di vita, è possibile, attraverso un trattamento intensivo, contenere i sintomi e addirittura ricalibrare, perlomeno parzialmente, cervello. Ma come è possibile riconoscere i sintomi dell’autismo in un bambino? Si tratta di un compito assolutamente non facile, visto che essi non consistono nella presenza di comportamenti anormali, ma nell’assenza di comportamenti normali. Per citare un esempio, un bambino affetto da autismo non si tende verso un gioco allo scopo di provare a prenderlo, oppure non compie gesti per cercare di attirare l’attenzione, o ancora non segue con lo sguardo gli oggetti in movimento. Un’altra complicazione è data dal fatto che addirittura spesso si confondono i precoci sintomi dell’autismo come peculiarità di un bambino bravo, tranquillo, visto che egli non sembra manifestare esigenze particolari. Tuttavia, queste caratteristiche non sono indice di qualità positive, quanto della presenza di problematiche molto gravi, cui dovrebbe essere prestata attenzione nel minor tempo possibile. Come tutti gli esseri umani, anche i bambini sono esseri sociali. Ciò significa che già nei primi due o tre mesi di vita emettono suoni per cercare di chiamare a sé l’attenzione dei genitori; inoltre, giocano con gli altri bambini, sorridono quando percepiscono una voce ritenuta familiare, e imitano alcune espressioni del viso o altri movimenti. Insomma, se quando proviamo a mostrare affetto e interagire con il bambino lui non risponde, si tratta di un piccolo campanello d’allarme da tenere in considerazione. Altri segni di autismo nei bambini sono rappresentati dal fatto che essi non emettono suoni e non gorgogliano, non cercano di imitare le altre persone, non rispondono quando sentono il proprio nome, non mantengono il contatto degli occhi, non indicano gli oggetti, non sorridono se gli si sorride, non seguono con gli occhi gli oggetti e non faccio ciao ciao con la manina. A mano a mano che la crescita del bambino procede, i segni di autismo si moltiplicano e si differenziano. Per quanto riguarda la comunicazione verbale, si manifesta una tendenza a pronunciare parole o suoni, ma null’altro: ciò significa che è presente una difficoltà notevole nell’esprimere i propri bisogni; inoltre, il bambino spesso ripete le stesse parole, e non riesce a comunicare in maniera adeguata. Dal punto di vista della comunicazione non verbale, invece, il bambino pare non badare a chi parla con lui; inoltre manifesta reazioni insolite rispetto a determinati suoni, odori e addirittura vero le ombre: evita accuratamente il contatto oculare, e non si impegna in giochi di immaginazione o finzione. Per quanto riguarda le relazioni sociali, infine, il bambino manifesta indifferenza nei confronti degli altri, non vuole essere abbracciato e toccato in generale; infine, non sa esprimere le proprie emozioni né comunicare con gli altri.

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