Come recuperare le ore di sonno perdute

Il sonno è un bisogno primario dell’uomo ed è importante quanto il bere o il mangiare.
Scientificamente parlando, il sonno è uno stato che coinvolge l’essere umano sia a livello fisico che mentale. Viene messo in moto dalla variazione di adrenalina e corticosteroidi nell’organismo: se il livello di questi ormoni si abbassa si è prova una sensazione di stanchezza mentre al contrario, quando i livelli si alzano, ci si sente svegli e attivi.
La produzione di ormoni viene regolata dal nostro organismo mediante il cosiddetto “orologio biologico”. Questo meccanismo interno è un istinto primario che si attiva nel momento del bisogno. Può essere “riprogrammato” in modo da entrare in funzione a seconda della disponibilità di tempo della persona, ma quest’operazione può rivelarsi molto dannosa.
Infatti, dormire è importante perché assicura all’essere umano indispensabili benefici di tipo fisico (regola le funzioni cellulari, le funzioni digestive, la crescita, la produzione degli scarti corporei) e psicologico (stimola la memoria e l’attenzione). Di conseguenza le persone che, per motivi di lavoro o per scelta personale, dormono solo poche ore a notte, a lungo andare risentono degli effetti della mancanza di sonno perché hanno una maggiore tendenza ad ingrassare, hanno una risposta cellulare più debole, risentono della compromissione della loro attività celebrale e così via.
E’ fondamentale che un adulto dorma almeno 8 ore a notte. Con l’avanzare dell’età, le ore di sonno necessarie diminuiscono sempre di più, ma in ogni caso non bisogna prendere alla leggera il problema del sonno. Nel caso in cui si sia costretti a restare svegli per lungo tempo, è importante sapere che il periodo minimo indispensabile di sonno da garantire per non compromettere le proprie funzioni fisiche e psicologiche è 2 ore a notte, ma è consigliabile non arrivare mai a ridursi a questa soglia.
Dormire pochissime ore a notte, infatti, causa nel cervello umano le stesse sensazioni che causa l’alcool: stordimento, nausea, malessere generale diffuso e persistente. Per evitare tutto ciò, è bene organizzarsi in maniera tale da avere sempre la possibilità di concedersi un riposo lungo e rigenerante, tenendo sempre a mente che recuperare il sonno perduto è molto difficile.
Infatti, dormire poco per molti giorni di seguito causa la “riprogrammazione” del proprio orologio biologico, e quindi non si riesce più ad avere una qualità del sonno elevata come prima. Proprio perché l’orologio biologico è in grado di autoregolarsi, la soluzione al problema non è quella di dormire molto di più nei giorni in cui ce lo si può permettere. Può essere però utile cercare di allungare, pian piano, notte dopo notte, il periodo dedicato al sonno notturno, in modo da ritornare pian piano alle abitudini del passato.
Il pisolino pomeridiano è, allo stesso modo, del tutto inutile in questo senso in quanto, affermano gli esperti, il riposo del pomeriggio ha effetti benefici solo se dura meno di mezz’ora: dopo questo lasso di tempo, infatti, il corpo umano inizia a scivolare nelle fasi del sonno più lente fino a giungere alla fase REM (Rapid Eyes Movements), che è la fase del sonno profondo.

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