Quattro fattori che aumentano la resistenza all’insulina

Quando si parla d’insulina, si parla solitamente di diabete. l’insulina è un ormone prodotto nel panchreas che ha il compito di metabolizzare il glugosio presente nel sangue. Alcune delle nostre cellule chiamate cellule di tipo T attaccano e distruggono le cellulle che producono l’insulina per cui l’organismo delle persone affette da diabete non è più in grado di produrre insulina sufficiente per metabolizzare il glugosio e portando danni ai vasi sanguinii. Il diabete è una malattia che si suddivide in diversi tipi; tipo 1, tipo 2, tipo 3 o di tipo alimentare. Il diabete maggiormente diffuso è quello di tipo uno sul quale si stanno effettuando diverse ricerche. Nel 2002 presso la scuola di medicina denominata Monte Sinai di New York (U.S.A.) i ricercatori hanno condotto esperimenti su dei topi inniettando in loro una molecola di recente concezione denominata DEF. I risultati sulle esperimentazioni sui topi, mostrano che questa molecola riesce a fermare le cellule T responsabili della distruzione o dell’inibizione delle cellule pancreatiche che producono l’ormone conosciuto come insulina. I primi risultati di laboratorio indicano che oltre a consentire il ristabilirsi della produzione dell’insulina nell’organismo dei topi, la situazione viene a capovolgersi in quanto addirittura questa sostanza permetterebbe di riparare i danni inflitti. Non solo però i recenti ritrovati della scenza medica possono aiutare se non a guarire dal diabete a ridurne gli effetti. La ricerca sul diabete è costante in quanto questa malattia a cui come nel mio caso si può essere predisposti geneticamente in quanto entrambe le mie nonne ne erano affette, può essere letale perché porta al coma diabetico e quindi al decesso della persona. Io mi ritengo fortunato a essere semplicemente predisposto al diabete e a soffrire di psoriasi è ancora vivido il ricordo della sofferenza di mia nonna paterna che soffriva di diabete alimentare. Come dicevo, non bisogna solamente contare sui ritrovati della scienza medica, prima che il DEF possa divenire di uso comune per i malati di diabete, occorreranno ancora anni di esperimentazioni e ricerche sulle cavie animali solo per aprire la sperimentazione sull’uomo. Nel frattempo già sappiamo che una dieta regolare aiuta molto i diabetici, in queste diete non deve mai mancare la vitamina E in quanto oggi sappiamo che questa vitamina grazie ai suoi effetti antiossidanti aiuta a prevenire l’arterioscelorsi in quanto migliora la circolazione sanguinia aiutando a rimettere in salute i vasi sanguinii con vasi sanguinei in buono stato, il diabetico riduce sensibilmente i rischi ematici dovuti alla sua infermità. L’insulina è un ormone necessario per il buon funzionamento della macchina uomo, il dibete di tipo uno il più diffuso è un tipo di malattia che come detto porta alla distruzione delle cellule che producono l’insulina per cui il nostro organismo non è più in grado di metabilizzare il glugosio ovvero la trasformazione degli zuccheri in un tipo di zucchero che il nostro organismo brucia come combustibile per darci energia. Per cui le ricerche sono maggiormente concentrare su questo tipo di diabete ma ne esistono come detto anche di altri tipi. Esiste anche il discorso opposto ovvero l’organismo affetto produce ingenti quantità di insulina portando al calo degli zuccheri Per cui diviene necessario alzare il livello degli zuccheri nel sangue.

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