Quali vantaggi comporta la cedolare secca

Il decreto sul federalismo fiscale approvato dal Consiglio dei Ministri ha introdotto la cedolare secca come unica imposta sugli affitti.
Dal primo gennaio 2011 i proprietari potranno pagare solo un’imposta fissa del 20% in luogo dell’Irpef, delle relative addizionali e dell’imposta di bollo. L’imposta di registro andrà comunque pagata anche con la cedola secca.
I redditi da affitto quindi non verranno più conteggiati nel calcolo dell’Irpef sulla dichiarazione dei redditi, seppure vadano comunque dichiarati.

I proprietari, per il momento solo di immobili ad uso abitativo e non commerciale, possono scegliere se continuare ad avvalersi della tassazione ordinaria o se passare alla cedolare secca. Rivolgendosi solo alle persone fisiche sono esclusi dalla cedolare secca le società ed i lavoratori autonomi che affittano case e negozi.
Fino al 2014 sono esclusi dalla cedolare secca i contratti di affitto a libero mercato, quelli per studenti, transitori, quelli con canone concordato e quelli in comuni a bassa densità abitativa.

La cedolare secca prevede il pagamento di un acconto pari all’80% nel 2011, che passerà al 90% l’anno successivo, e di una cifra a saldo.
Il saldo dovrà essere pagato entro il 16 giugno o il 16 luglio, pagando una maggiorazione dello 0,4%, e l’acconto entro la fine del mese di novembre.

La cedolare secca ha il vantaggio di far emergere molti affitti in nero infatti con le nuove disposizione aumenteranno anche le multe per omessa dichiarazione o per redditi dichiarati in misura inferiore al dovuto, fino ad arrivare al 400% dell’imposta dovuta. La sanzione minima sarà di 2 mila euro ed in generale sarà del 100% dell’importo non versato. Nei casi di mancata registrazione del contratto entro 30 giorni dalla stipula potrà essere ridotto il canone al triplo della rendita catastale fino alla scadenza dei quattro anni. Con le nuove disposizioni i proprietari che non avranno registrato regolarmente il contratto non potranno chiedere agli inquilini morosi il pagamento dei canoni dovuti.

L’imposta del 20% sarà calcolata sul totale del canone di locazione e secondo alcuni calcoli fatti i proprietari potranno risparmiare circa il 22% di imposte.
Col vecchio sistema si paga un’aliquota variabile, minimo del 23%, calcolata sull’85% del canone di locazione, detratto di una cifra a forfait del 15% per le spese di manutenzione.
Ogni proprietario potrà calcolare il regime fiscale da scegliere in base ai propri redditi ed alla convenienza.

La cedolare secca ha lo svantaggio che deve essere pagata separatamente rispetto all’Irpef e quindi obbligherà gli interessati a ricordarsi questa scadenza.

Questa nuova imposta ha il vantaggio di essere calcolata su una cifra fissa permettendo ai proprietari di capire con facilità quando dovranno pagare sui canoni di locazione percepiti. I canoni non andando a sommarsi agli altri redditi da lavoro o altre rendite non faranno perciò aumentare l’importo dell’Irpef da pagare.
Con l’introduzione di questa imposta e l’inasprimento delle multe in caso di mancate registrazioni dei canoni potranno essere eliminati molti affitti in nero perché i proprietari se denunciati dagli inquilini dovranno pagare multe salate.

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