Quale dentifricio scegliere

Il tartaro si combatte sia in casa che al supermercato: alla ricerca del miglior dentifricio.

Come avere i denti bianchi

Avere sempre denti bianchi, di un bianco quasi abbagliante, è il sogno di tutti.
La pulizia però non deve precludere l’igiene, la prevenzione contro carie e tartaro, rilasciando alla bocca un odore gradevole, segno di un’efficace lotta contro i batteri responsabili del cattivo odore del cavo orale e dell’alito.
Come poter quindi ottenere il massimo risultato destreggiandosi tra gli scaffali dei supermercati, i quali nel settore cosmesi e igiene personale, presentano stand lunghissimi con decine di proposte tra diverse marche e fasce di prezzo? Esiste il dentifricio perfetto? Forse no, anche perché la pasta dentifricia è in parte responsabile dell’igiene orale, percentualmente forse la parte più rilevante, ma non la sola.
Assieme alla validità della pasta dentifricia bisogna correlare anche lo spazzolino nel dualismo ‘meglio elettrico o manuale’ ma, soprattutto, la tecnica di lavaggio.
Non sottovalutate questo ultimo punto: una scorretta metodologia di pulizia del cavo orale pregiudica anche il valore del dentifricio.
La responsabilità che spesso viene attribuita al dentifricio, in realtà, se la tecnica di pulizia non esegue i giusti movimenti, in ogni posizione, quasi dente per dente, interno al cavo orale ed esterno sul sorriso, inficia la pasta dentifricia stessa e la sue qualità intrinseche.
A volte i medici dentisti insegnano tramite piccoli corsi il corretto impiego dello spazzolino, una possibilità da tenere in considerazione.

 

Alla ricerca del miglior dentifricio: lotta al tartaro o ricerca specifica sul bianco ottico?

In questo binomio ognuno pone i discrimini personali sui vari brand e marche di dentifricio: sugli scaffali del supermercato, confezioni con sorrisi inverosimili stampati e slogan quasi in stile ‘vecchio Carosello’ (come parafrasava il grande Agostino, dentista nello spot in bianco e nero della Pasta del Capitano: “Con quel sorriso, con quei denti bianchi e splindenti”), la guerra tra marche si risolve con classifiche e movimenti di consumatori i quali decretano il dentifricio ideale.
In realtà non esiste perché ogni brand ha specializzato la sua proposta indirizzandosi verso prodotti di stampo quasi medicale professionale e prodotti direttamente voluti per esaltare il bianco ottico dell’avorio in realtà giallastro, o meglio, avorio.
Tra le varie categorie nei dentifrici medicali,per quanto non siano in grado di curare definitivamente una carie, alcuni prodotti sono comunque all’altezza del loro nome e di ciò che propongono, soprattutto in ambito anticarie e i desensibilizzanti, ideali per prevenire le carie (non curarle) e rendere le gengive più robuste e la corona dentaria meno sensibile agli sbalzi termici, alla masticazione, ai cibi stessi.

Quali altre categorie concorrono all’Oscar per il miglior dentifricio?

Medicali a parte, nelle altre categorie gli sbiancanti sono tra i veri protagonisti dei duelli sugli scaffali. Ideali per rimuovere quelle anti-estetiche macchie di fumo, caffè, vino, così come sono spesso efficaci (soprattutto alcune marche specifiche) nella rimozione di placca e tartaro.
Una terza categoria prevede un aroma intenso (sempre nei vecchi caroselli lo slogan recitava ‘ti spunta un fiore in bocca’), efficaci di rilasciare al cavo orale un buon profumo di menta, eucalipto, comunque sempre sapori balsamici che direttamente richiamano la freschezza e la pulizia. Sono ideali per chi non ha particolari esigenze di pulizia, cura e sbiancatura, per questi motivi forse sono la categoria più diffusa.

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