Come pulire le tegole del tetto

Le tegole in cotto, fatte a coppi o con una svasatura rettangolare ai lati, fanno da padrone sui tetti delle villette. Spesso, nelle campagne umbre e marchigiane, si riesce ad ammirarne anche la diversa colorazione, come fossero anticate. In effetti, per diventare così, necessitano di una lavorazione particolare, che le rende perfette per la copertura e il decoro di piccoli box, tettoie sui cancelli o per abbellire le case con la tecnica del decoupage.
Per pulirle bene, dobbiamo stare anche attenti a non rovinarle o romperle, perché il cotto è piuttosto fragile e tende a sdrucciolarsi.
Se dobbiamo pulire le tegole del tetto, queste vanno sfregate in modo più deciso, a seconda della macchia. Può trattarsi di malta e cemento, ma possiamo trovarci in maggiore difficoltà quando siamo costretti a rastrellare via il muschio che si crea a causa dell’umidità nella stagione invernale o quando piove molto.
In entrambi i casi dobbiamo armarci di una grossa bacinella, di qualche spugnetta abrasiva ma comunque delicata, tipo quella dei piatti; poi bisogna avere degli strofinacci di cotone e dei bei guanti che non rovinino le mani. Infine, la cosa indispensabile, è procurarsi dell’acido muriatico. Nella bacinella dobbiamo mettere a mollo in acqua calda e un po’ di sapone per i piatti e le tegole più rovinate. Dopo un paio d’ore le chiazze si saranno ammorbidite, e senza strofinare dovremo cambiare l’acqua e mettere dell’acido muriatico. Stavolta senza detersivo, perché altrimenti rischieremmo di avere una reazione pericolosa tra i due composti chimici. Dopo una mezz’ora, quando l’acqua è tiepida, cominciamo a strofinare, se occorre versando dell’acido direttamente sulla tegola. Alla fine le tegole magari non saranno perfette, ma di sicuro avremo tolto il grosso.
Se invece abbiamo a che fare con tegole del tetto che non puliamo da tempo e sulle quali si è formato del muschio, dobbiamo prima cercare di togliere il grosso con una idropulitrice. Questo perché il muschio si attacca voracemente alla tegola diventando quasi un tutt’uno con essa. Dobbiamo irrorare le tegole con una irroratrice, ma potrebbe bastare anche un comune tubo di gomma per innaffiare che abbia però lo spruzzo, facendo scivolare l’acqua dall’alto verso il basso. Riuscendo a staccare qualche tegola, conviene comunque tenerla a mollo, ma alla fine la spugnetta potrebbe non bastare e dobbiamo ricorrere a della cartavetra non troppo ruvida per non rischiare di corrodere la tegola.
A seconda dei lavori che ci accingiamo a fare, potremo poi trattare le tegole in modo diverso.
Quando si fanno i tetti, le tegole sono già trattate con dei prodotti appositi che facciano scivolare via l’acqua. Oggi si trovano in commercio degli ottimi prodotti idrorepellenti. Certo è che il costo va limitato a una piccola parte del tetto, altrimenti converrebbe davvero cambiare le tegole con quelle nuove.
Nel caso in cui la tegola fosse invece finalizzata al decoupage, possiamo spenderci di più. Intanto, dopo averla accuratamente pulita, dobbiamo lavorarla con dell’aggrappante o con del gesso acrilico su cui poi stendere la carta stampata che useremo e infine al lucideremo con dello smalto apposito.

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