Come pubblicare un libro

Gli italiani sono un popolo di scrittori. Tutti, più o meno, abbiamo un romanzo nel cassetto, che sogniamo, un giorno o l’altro, di vedere pubblicato. Già, ma quali sono i passi da compiere per pubblicare il proprio libro? Ecco una serie di accorgimenti che potranno tornare utili qualora volessimo dare la nostra opera alle stampe. Innanzitutto, prima di andare in cerca di un editore, dobbiamo assicurarci che il materiale che vogliamo proporre sia il migliore possibile. Ciò significa che è necessario che la nostra opera abbia tutte le possibilità di poter essere accettato. Dobbiamo quindi procedere a una lettura approfondita del testo. Da una parte questa operazione servirà per verificare la presenza di eventuali errori di battitura, che dovranno essere prontamente rimossi, e dall’altra consentirà di procedere a una prima sistemazione editoriale dal punto di vista dell’impaginazione, per quanto artigianale essa possa rivelarsi. Presentare un lavoro pieno di refusi è un ottimo modo per autoescludersi da qualsiasi opportunità di pubblicazione. Non meno importante, ovviamente, è il controllo di errori grammaticali. Insomma, per quanto possiamo avere scritto il romanzo più interessante del mondo, se esso presenterà degli orrori ortografici difficilmente potrebbe mettere di buon umore chi è chiamato a giudicare il nostro lavoro. Potremo essere aiutati, in questo compito, anche da amici e parenti, perché, si sa, quattro o sei occhi vedono meglio di due. Dal punto di vista dell’impaginazione, dovremo applicare una dimensione di carattere né troppo piccola, né troppo grande. Inoltre non dovremo scegliere un font troppo ricercato, e in generale dovremo mettere il lettore nelle condizioni di leggere il più agevolmente possibile. Una volta che dal punto di vista formale il nostro libro ha raggiunto un aspetto decente, dovremo preparare una sinossi e una presentazione da inviare agli editori che vorremo contattare. La sinossi è una sorta di miscuglio tra recensione, riassunto, presentazione e auto-intervista: a volte è importante quanto l’intera opera, perché è quella che deve incuriosire chi è chiamato da analizzarla, e soprattutto fargli capire se il nostro lavoro coincide con il target della casa editrice. La presentazione invece, non è altro che il modo in cui contattiamo l’editore: in essa specifichiamo di cosa tratta la nostra opera, non prima di esserci presentati, ed, eventualmente avere proposto il nostro curriculum. A questo punto non rimane che il compito più difficile, cioè quello di trovare una casa editrice che sia disponibile a pubblicare il nostro lavoro. Diffidiamo delle case che chiedono contributi per pubblicare. Se il nostro lavoro ha un valore reale, non ci sarà bisogno di pagare di tasca nostra. Come scegliere l’editore giusto? In realtà non siamo noi a scegliere l’editore, ma è lui a scegliere noi. Noi dovremo spedire il nostro lavoro a più case possibili (via mail o stampando l’opera e inviandola via posta, a seconda dell’esigenza dell’editore), cercando di non trascurarne nessuna. In Italia ve ne sono più di cinquecento. Il consiglio è quello di non lasciarsi illudere dalla prima offerta che vi proporranno ma di confrontare più proposte. Inoltre, diffidate di case che vi rispondono dopo pochi giorni: significa che non hanno letto il vostro lavoro e stanno per proporvi una pubblicazione a pagamento.

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