Come prepararsi per l’inseminazione artificiale

Ci sono dei casi in cui una coppia, magari convivente da molti anni, e desiderosa di un figlio, non possono averlo a causa di vari problemi. Per cercare di superare questo problema, esiste la tecnica dell’inseminazione artificiale. Conosco personalmente una coppia che, a causa della sterilità di lui, su consiglio del medico di famiglia, hanno percorso questa strada. Lei, dopo un lungo periodo di titubanza, ha accettato e, supportata anche dall’aiuto di un bravo psicologo, ha portato a termine, con successo, la gravidanza.
Esistono vari tipi di inseminazione artificiale. Personalmente ho sentito parlare principalmente di tre sistemi. Nel primo caso, forse il più diretto e semplice, tramite apposito catetere, si fanno confluire gli spermatozoi del donatore presso l’ovulo. A questo punto, se la donna rimane incinta, la gravidanza prosegue come se fosse un evento del tutto “naturale”.
Il secondo sistema deriva dall’estrazione degli ovuli della donna che, messi a contatto con lo sperma maschile, arrivano a “mettersi in contatto” da soli. Una volta che l’ovulo rimane “pronto”, viene semplicemente reinserito. Il terzo sistema del quale ho sentito parlare, deriva dal semplice inserimento di uno spermatozoo nell’ovulo.
Un aspetto sicuramente positivo di questa pratica è il fatto che sia totalmente indolore, salvo casi sporadici o di errore medico.
Un aspetto al contrario negativo è il prezzo, che potrebbe oscillare attorno diverse migliaia di euro, soprattutto se il paziente decide di intraprendere questa strada presso centri medici privati.
Una donna che decide di praticare questo tipo di inseminazione, deve avere l’utero in buone condizioni, e stesso dicasi per le tube ( ossia i canali dove passano gli spermatozoi che conducono all’ovulo ).
Per quanto riguarda l’assistenza, esistono vari centri in Italia che possono seguire la persona durante la fase dell’inseminazione artificiale. Strutture sia pubbliche che private che aiutano, anche psicologicamente, la donna a iniziare una tipologia di gravidanza piuttosto particolare.
Purtroppo ho anche sentito di casi in cui l’assistenza fornita alle pazienti è stata piuttosto scadente. L’inseminazione artificiale rimane comunque una pratica molto delicata ed è necessario, a mio avviso, che venga seguita da equipe di medici preparati. Ho letto sui giornali di pratiche eseguite da persone inesperte, magari semplici tirocinanti, che hanno portato la paziente a seguire un percorso inutilmente doloroso e, a volte, con esiti negativi.
Credo che sia molto importante il fattore psicologico. Una donna che, giunta a termine della gravidanza, vede nascere una creatura che non possiede il dna del padre, potrebbe creare in lei diversi dubbi ( parlo ovviamente di casi in cui il donatore non sia il padre, magari causa la sua sterilità). Sostanzialmente mettere al mondo un figlio che potrebbe non sentire completamente come “non suo” potrebbe rivelarsi uno degli aspetti maggiormente difficili da superare dal punto di vista psicologico. Qui entra in gioco l’abilità dell’equipe medica dedita all’assistenza.

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