Come prepararsi per un colloquio di lavoro

Ciao, non c’è competenza che tenga, ne capacità oratoria e tantomeno capacità relazionale se si deve affrontare un colloquio di lavoro si è carichi di tensione e nella testa non c’è altro che confusione perché si parte da mille dubbi, ne si accendono altri senza mai arrivare alla soluzione d nessuno di essi. La confusione regna sovrana. La cosa importante e prima che bisogna sapere prima di andare a sostenere il colloquio di lavoro è che tanto quanto voi anche l’’esaminatore è in stato di tensione, tra voi ed altri candidati deve scegliere il più idoneo a ricoprire una certa posizione in azienda e la responsabilità nei confronti dell’azienda sarà solo dell’esaminatore, quindi su lui ricade un grande ruolo di responsabilità.
Ho lavorato alla gestione operativa del personale per 5 anni. La fase di colloquio tecnico del candidato era affidata a me e vi assicuro che non ho mai rilasciato un feedback sui diversi candidati senza nutrire mille dubbi sul lato caratteriale degli stessi o sulle loro capacità relazionali presso i clienti della nostra società (lavoravo in una società di consulenza informatica). Seguiva a mio colloquio anche un incontro con la nostra psicologa aziendale e dopo le due fasi di selezione il candidato andava a casa e a distanza di pochi giorni gli veniva comunicato l’esito del colloquio. Non ricordo volta che la psicologa, nel compilare la lettera per il candidato, seppur negativa per l’assunzione, non dedicasse qualche riga alle motivazioni dell’esito del colloquio. Gestione perfetta soprattutto nei confronti dei giovani che possono confrontarsi e crescere anche da errori o deficienze.
In tutti i casi esiste una piccola preparazione che il candidato può fare prima di affrontare un colloquio.
La prima cosa da fare è ricercare quante più informazioni possibili sulla società alla quale ci si sta proponendo e soprattutto sul ruolo che si chiede di svolgere all’interno della società. Di solito si lascia impressionato l’esaminatore quando si riesce a comprendere bene ciò che dice e si riesce a tener testa ad una conversazione strettamente legata alla società.
La seconda cosa è assicurarsi di avere delle particolari ed interessanti domande da porre al selezionatore relativamente al ruolo che si va a ricoprire, alla crescita professionale che la società propone e all’ambiente lavorativo nel quale si verrebbe inserito. Questo desta nell’esaminatore interesse per il candidato che non si preoccupa tanto di ottenere il lavoro, ma di ottenerlo in un contesto che gli permette di potersi esprimere la meglio.
La terza è quella di andare fornito di tutto il materiale cartaceo che attesta ciò che si va a presentare di se stessi a partire dal curriculum vitae, alle eventuali pubblicazioni, ai master o corsi di specializzazioni fino alle lettere di referenze di clienti o pregressi datori di lavoro. Tutto raccolto in una cartelletta.
Ultima, ma non per questo cosa di minore importanza è l’abbigliamento. Andare a sostener un colloquio non vuol dire partecipare ad un matrimonio. Sia per la donna che per l’uomo, l’abbigliamento deve essere rigorosamente manageriale cioè sobrio e fine. Ovviamente per la donna un filo di trucco e qualche sobrio gioiello non guastano, ma la cosa da ricordare è che quando ci si presenta ci si sta proponendo come immagine della società nei confronti di tutti. Ciao a tutti

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>