Come prepararsi per un collasso economico

Partiamo dai bisogni primari.

Il mangiare.
L’effetto combinato dell’aumento di prezzo delle materie prime, maggiori eventuali tasse e perdita di potere d’acquisto da inflazione, aumenteranno la spesa.
Per evitare di dover “tagliare” sul prezzo e sulla qualità, è preferibile attrezzarsi per avere tutta quella parte di generi alimentari che non richiede grandi costi di produzione e permette di utilizzare una mandopera a costo zero, noi.
Il mio invito è trovare tempo e denaro per fare l’orto, per avere la maggior parte possibile degli alimenti di ottima qualità e a prezzi inferiori.

Il vestire.
Qui è più difficile, data l’impossibilità di poter fare da sé.
Inoltre, il prezzo del cotone in costante aumento nel corso degli ultimi mesi ha già fatto evidenziare vistosi aumenti dei prezzi.
Nonostante ciò, ci si può sempre attrezzare, puntando sulla negoziazione dell’acquisto, per ottenere il maggior sconto possibile.
Un’alternativa?
Puntare su produttori della zona e cercare anche qui con ogni mezzo di comprare al prezzo più basso possibile.

E poi, i seguenti punti.

La salute.
Mi sto sforzando di togliere di mezzo lo stress, rallentare i ritmi quotidiani, scegliere in prevalenza le cose più importanti da fare, curare l’alimentazione e la forma fisica.
L’obiettivo è quello di stare il meglio possibile e conseguentemente di abbassare tutte quelle che sono le spese mediche.

Il lavoro.
Soprattutto nel mondo delle aziende private, è il campo più difficile da salvaguardare.
Premesso che non esiste alcuna certezza, essere pratici, collaborativi, moderatamente flessibili e disposti alla trattativa, credo che porti quanto meno dei vantaggi.

Il risparmio, invece, è essenziale per prevenire il collasso a livello personale o famigliare.
Per questo, occorre anche investire, in quanto il rendimento dei titoli di stato è di fatto inferiore al costo della vita.
Occorre scegliere una banca affidabile e solida, cercare di avere un flusso costante di risparmio e investire in maniera diversificata.
A riguardo, consiglio di puntare sia a livello geografico che settoriale, sui paesi e le aziende meno indebitate, privilegiando basket, piuttosto che singoli titoli.

Queste che ho elencato sono le mie esperienze personali.

I dubbi al riguardo sono legati semplicemente al fatto che la crisi possa risultare molto più severa di quanto i media ci vogliono far credere e, di conseguenza, le nostre azioni pratiche risultino meno incisive e proficue per il nostro bene.

Gli svantaggi sono prima di tutto insiti nella carenza di informazioni disponibili in tempo utile, che limita le azioni da intraprendere.
In secondo luogo, sono dati dalla possibilità che qualche elemento sfugga a qualsiasi ragionamento, causando delle problematiche impreviste.

I vantaggi invece sono dati dalla capacità di arginare, a livello personale, il collasso, trovando un modo efficace di vivere discretamente anche in tempi dannatamente difficili e in rapido cambiamento.
In più, il mantenere una costante attenzione all’evoluzione del possibile collasso, cercando di ragionare a mente fredda per trovare delle soluzioni concrete e fattibili, non potrà che portare benefici a chiunque abbia la pazienza di farlo.

Questo è ciò che sto già facendo.

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