Come potare un albicocco

L’albicocco fa parte della famiglia delle Rosacee come la prugna, la ciliegia e la pesca ed è un albero da frutto proveniente dalla Cina ma che si è ben diffuso anche nel nostro Paese, e soprattutto in quelle regioni che presentano un clima mite. Difatti l’albicocco è particolarmente sensibile alle gelate.
Si caratterizza per avere i rami, che si dipartono dal tronco che può raggiungere l’altezza anche di 4 metri, sottili e leggermente contorti, una chioma ad ombrello ed i fiori che variano dal colore bianco al rosa.
L’albicocco predilige un terreno di medio impasto e non troppo umido, perché altrimenti i suoi frutti potrebbero marcire. E per questo motivo anche le sue irrigazioni devono essere regolari soltanto durante la fase vegetativa della pianta.
Vediamo invece come procedere per potare un albicocco. Innanzitutto è bene sapere che per consentire all’albicocco di produrre al meglio, bisognerà eliminare circa la metà delle gemme in fiore, diradando i rami produttivi nonché quelli più vecchi.
Procedete con l’indossare un paio di guanti e col procurarvi gli attrezzi necessari, quali forbici da giardino, cesoia o seghetto a seconda dello spessore dei rami. Ricordate che i tagli vanno effettuati sempre in maniera netta e precisa e con lame affilanti e che questi si devono trattare con il mastice cicatrizzante.
Tenete presente che la potatura si fa in funzione della cultivar e dell’età della pianta.
Per quanto riguarda la potatura di formazione dell’albicocco, che è poi quella che si pratica nei primi anni di vita dell’albero e con la quale esso assume la configurazione desiderata a seconda se si tratta di pianta coltivata per motivi di produzione o per scopi ornamentali, e che l’accompagnerà per almeno i primi 4 anni della sua vita, questa ha inizio con l’interro del pollone, ovvero dei germogli nati dal tronco.
Con un taglio eseguito ad un’altezza dal suolo che varia a seconda di quella che poi dovrà assumere la chioma e che comunque si aggira attorno al mezzo metro, viene rimossa la parte apicale dell’albero. Così facendo prenderanno vita i rami che serviranno a configurare lo scheletro della pianta. Ne basteranno solo 3 o 4 e gli altri potranno essere eliminati. Questi verranno tagliati ancora una volta e ad una distanza dal primo taglio compresa tra i 20 e i 30 centimetri. E si deve procedere così anche per le altre successive vegetazioni. In questo modo si andrà a dare al nostro albero la forma desiderata.
Se invece dobbiamo procedere con il tipo di potatura cosiddetta di produzione, che consente cioè alla pianta di produrre i suoi frutti e nello stesso tempo garantire, dal punto di vista qualitativo, anche la sua resa, come già detto anticipatamente, bisognerà eliminare i rami secchi, spezzati e vecchi in modo tale da mantenere compatta la chioma che sarà in questo modo formata solo dai rami giovani. Nel fare ciò bisognerà fare attenzione ad evitare gli interventi di tipo drastico che potrebbero altrimenti fare invecchiare prima la pianta.
Il periodo migliore per potare un albero di albicocco resta comunque quello invernale, durante il quale esso è in riposo vegetativo.

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