Come pescare le trote

La pesca alla trota è uno degli sport più entusiasmanti, poiché questo salmonide, che vive un po’ ovunque in Italia, è un predatore assai vorace e regala ai pescatori lotte davvero serrate ed indimenticabili.
Nonostante le dimensioni non siano ragguardevoli, questo pesce dimostra una tenacia e uno spirito combattivo incredibile.
La pesca alla trota deve tenere conto dell’indole aggressiva e combattiva del pesce, per cui il metodo che consiglio per catturarla è la pesca con il lombrico.
Prima di tutto è necessario indagare il luogo presso cui si andrà a pescare, dato che a seconda del luogo ci sarà bisogno di materiale leggermente diverso; se si tratta di un fiume infatti le prede saranno solitamente di taglia inferiore rispetto a quelle di mare o di lago, quindi si necessiterà in genere di una canna meno resistente, più corta, di filo meno robusto e ami più piccoli.
La trota è un pesce diffidente e sospettoso, quindi la regola è di non farsi sentire né vedere; il posto che vi consiglio è certamente il fiume di montagna, dove l’acqua che scorre veloce e il rumore dell’ambiente vi nasconderanno meglio.
Una volta preparato il materiale (io vi consiglio un semplicissimo bastone a cui si lega in punta un paio di metri di filo di nylon abbastanza resistente del 20 e un semplice amo n°6 piombato; ricordate infatti che la trota, anche se di piccole dimensioni, si dimena e strattona come pesci molto più grandi!), andate alla ricerca dell’esca per eccellenza; il verme di terra, o lombrico.
Lo si trova ovunque; basta controllare in giardino, sotto le foglie in decomposizione in qualche angolo ombroso, sotto le siepi, sotto un accumulo di legna ecc… Il lombrico si trova più facilmente dopo la pioggia o nei luoghi particolarmente umidi e si conserva in barattoli con coperchio forato in cui è stato inserito del materiale umido in decomposizione.
Prima di cominciare a pescare basta inserire il lombrico sull’amo; osservate il verme e noterete un rigonfiamento a 2/3 del corpo (una sorta di anello), cercate quindi di infilare l’amo a “cavallo” di quella sporgenza, senza lasciare troppa coda libera, per evitare che la trota la strappi senza rimanere catturata.
La trota ama le acque pulite e ossigenate, dove il ricambio è maggiore, quindi le probabilità di cattura saranno migliori nel pressi di una cascata o dietro le innumerevoli rocce che punteggiano il fiume, separandone il corso; gettate dunque l’amo in questi punti, e ricordate di muovere sempre il filo in modo che il lombrico sembri muoversi sul fondo del fiume. Date piccoli strattoni, ora bruschi, ora più lenti, poi state fermi per un istante: questo susseguirsi di movimenti getterà vivo interesse nel pesce, gran predatore, che si affretterà ad afferrare l’esca. Dovete pensare come stuzzicare il suo appetito, muovendovi così da simulare l’andamento del verme: appena sentite strattonare, date un colpo deciso alla canna in senso opposto allo strappo. Risalite il fiume, non discendetelo, per non farvi sentire dalle trote.
Ricordate infine di spostarvi spesso e di sostituire il lombrico quando appare danneggiato.

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