Palestra: quale scegliere e con che criteri

La scorsa settimana, dopo aver sostituito una collega al corso di Pilates (l’ultima moda!), una ragazza mi chiede: “Oltre a frequentare questo corso, vorrei iniziare ad andare in palestra, quale mi consigli?”. Ovviamente la ragazza sa che ne gestisco una in città, quindi si aspetta una risposta scontata: “Vieni da me!”; risposta, però, che non ho dato.

Perchè? A mio avviso non è facile, a primo acchito, indirizzare una persona – intesa nella sua unicità ed individualità – ad una scelta così soggettiva. Dico questo perchè ognuno di noi ha obiettivi, problematiche ed esigenze differenti.
Quindi, la domanda da porsi inizialmente è: “Perchè voglio andare in palestra?
Le risposte, anche in questo caso, sono multiple: “Me lo ha consigliato il medico, devo dimagrire, per divertirmi e conoscere gente, per passare il tempo, per fare una preparazione atletica adeguata al mio sport ecc.”.
Una volta che abbiamo dato risposta a quest’ultima domanda, siamo in grado di giudicare e di scegliere il centro più funzionale per le nostre esigenze/necessità.
Tralascio volontariamente di parlare di socializzazione e divertimento (in cui, oserei dire, una palestra vale l’altra), per soffermarmi su obiettivi più consoni a tale scelta, quindi riguardanti la salute. Salute, definita nella Costituzione dell’OMS, come “stato di completo benessere fisico, psichico e sociale e non semplice assenza di malattia”.
Poste queste premesse – assolutamente da non sottovalutare – la mia attenzione ricadrà su alcuni aspetti che vado ad elencare e a descrivere nelle righe sottostanti.

1. Lezione individuale o corso di gruppo?
Dando per scontato che i corsi, solitamente, sono più divertenti, coinvolgenti e socializzanti, l’individualità della singola persona, per essere rispettata, non può che lavorare diversamente dagli altri. Quindi, preferire lezioni singole piuttosto che di gruppo, ed allenamenti e schede di lavoro individualizzate svolte da un istruttore/ preparatore/ personal trainer ecc. dopo una breve anamnesi preliminare;

2. Competenza, qualifica e preparazione degli “addetti ai lavori” sono condizioni necessarie per poter instaurare un rapporto di reciproca fiducia tra cliente ed istruttore. A mio avviso dovrebbe diventare un rapporto similare a quello che si ha col proprio medico: se non vi fidate del medico come potete pretendere di essere curati?
La professionalità è evidenziabile sotto tantissimi punti di vista, anche i piccoli particolari sono significativi: la receptionist che vi accoglie con la sigaretta in bocca non dà l’idea della professionalità!

3. Locali ben illuminati e ben areati, con ampie finestre; condizioni igieniche e pulizia dei vari ambienti, spogliatoi compresi. Se, durante la prima visita non vi vengono mostrati gli spogliatoi, chiedetevi il motivo;

4. Quasi tutte le palestre danno la possibilità di accedere ai servizi per una giornata dfi prova gratuita: questo permette di valutare se l’istruttore è sempre presente ed a disposizione dei clienti;

5. Come accennato, ognuno dovrebbe avere una scheda di allenamento personalizzata, redatta dopo aver acquisito determinate informazioni in un precedente colloquio e/o una visita medica interna alla palestra.

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