Come organizzare una raccolta firme on-line

La Costituzione Italiana (art.50) stabilisce la possibilità, da parte dei cittadini, di proporre al Parlamento Italiano o Europeo proposte di legge, petizioni e/o referendum abrogativi relativi a necessità ed esigenze della vita pubblica. Tra i requisiti necessari per presentare una petizione vi è la necessità che sia sottoscritta da un certo numero di persone. In particolare, sono necessarie 50.000 firme per poter depositare una proposta di Legge e 500.000 per presentare un referendum abrogativo. In questi casi le firme devono essere autenticate dalla Corte di Cassazione ed è quindi necessario che ciascuna forma sia accompagnata dagli estremi di un documento personale del firmatario, mentre questo requisito non è necessario se si tratta di una petizione di sensibilizzazione, se cioè l’obiettivo è quello di sottoporre all’attenzione di qualcuno (Sindaco, Assessori …) un determinato tema o una problematica. In quest’ultimo caso non è nemmeno stabilita una soglia minima di firme da raccogliere.
Personalmente ho trovato molto utile e professionale, per chi desideri avviare una raccolta firme on line, un sito completamente gratuito dall’utilizzo molto semplice ed immediato che consente di creare la propria petizione e di sottoporla a chi utilizza internet: www.petizionepubblica.it. Il sito consente di creare la propria petizione in quattro passaggi guidati, con rapidità ed efficacia: il primo passaggio consiste nella creazione del testo della propria petizione, da digitare in uno specifico box; nella seconda sezione si possono scegliere i campi da rendere obbligatori per chi sottoscriverà la petizione che si sta creando: oltre al nome, al cognome e all’indirizzo mail che sono obbligatori di default, si possono richiedere informazioni quali gli estremi di un documento, recapiti telefon,ici, residenza o età del firmatario. I campi aggiuntivi possono essere resi obbligatori o facoltativi a discrezione di chi crea la petizione ed in base ai contenuti ed alla tipologia della stessa. La spunta di un check-box in fondo a questa sezione attiva la possibilità di far lasciare un commento al firmatario.
Nella terza sezione vanno inserite le informazioni relative alla petizione: sono obbligatori i campi “titolo”, “destinatari” (es.: Comune, Parlamento …), “autore e suo indirizzo mail”, “categoria” (a scelta da un menù a tendina). Altri campi, non obbligatori, consentono di inserire riferimenti a siti web di associazioni o a blog di approfondimento, oppure di inserire parole chiave che facilitino la ricerca della petizione da parte degli utenti e dei firmatari.
La quarta sezione richiede di inserire obbligatoriamente i riferimenti della persona che vuole pubblicare la petizione. Una volta completati tutti i campi è sufficiente cliccare su un tasto di conferma delle informazioni caricate e la petizione viene creata in automatico e pubblicata sul sito insieme a quelle già presenti.
Il vantaggio principale di questa modalità di raccolta firme è l’elevata visibilità che lo strumento informatico offre alla propria petizione; il sito offre inoltre la possibilità, in calce all’ultima sezione, di condividere il contatto di chi promuove la petizione con la stampa, che talvolta contatta il sito per entrare in contatto con gli autori di alcune petizioni. Ad oggi non ho rilevato particolari svantaggi nell’utilizzo di questa piattaforma.

raccolta firme

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